dentini cariati

Dentini cariati: la carie nei bambini

Spesso parliamo, o sentiamo parlare, di dentini cariati fin dall’infanzia. Ma cos’è la carie?

Cosa sono i dentini cariati?

La carie è un processo distruttivo a carico dei tessuti duri del dente, che porta in un primo momento alla demineralizzazione di tali tessuti e, poi, alla formazione di una cavità, la quale è provocato dallo sviluppo di alcune specie batteriche presenti nella placca dentaria e dalla presenza di alcuni cataboliti degli zuccheri alimentari che i batteri stessi sintetizzano.

Ad oggi, inoltre, sappiamo che più del 90% della popolazione è colpita dal processo carioso, per cui è molto frequente trovarlo in soggetti tra i 15 ed i 25 anni;  il 68% dei fanciulli tra gli 8-9 anni e l’85% tra i 13-14 anni ha almeno un elemento dentario cariato, il 43% dei fanciulli tra gli 8-9 anni e il 61% tra i 13-14 anni ha 2 o più elementi dentari cariati.

Perchè i dentini si cariano?

Ci sono diverse teorie che spiegano l’insorgenza della carie, di cui la più completa è la teoria di Leimgruber. Questa teoria, dunque, afferma che lo smalto e la dentina costituiscono una barriera semipermeabile che consente il passaggio di sostanze tra il compartimento extradentario (la saliva) e il compartimento intradentario (la camera pulpare, cioè la circolazione ematica). Ed una qualsiasi alterazione dell’equilibrio di questo sistema determina un’alterazione dei tessuti duri del dente, predisponendoli al processo carioso.

Il processo carioso è in ogni caso un processo complesso e dinamico a genesi multifattoriale che si instaura per l’azione combinata di fattori determinanti locali e di fattori predisponenti locali e/o legati alle condizioni generali dell’organismo (in linea di massima: alimentazione, batteri e suscettibilità dell’ospite; a cui si aggiunge il tempo che la placca batterica rimane a contatto con i denti e svolge la sua azione di fermentazione degli zuccheri introdotti attraverso l’alimentazione).

Quindi, i fattori predisponenti locali, nel casi dei dentini dei bambini sono:

  • Stati patologici con la compromissione della nutrizione, del metabolismo, o stati carenziali che durante l’infanzia (in casi particolari di carenza di vitamina A, C e D), possono portare a problemi nello sviluppo dentario, con malformazioni dello smalto e della dentina ed un maggiore rischio di carie.
  • Alterazioni qualitative e quantitative della saliva: perché ciò comporta ad una diminuzione del potere detergente, ad una diminuzione dell’apporto di fattori immunitari e del suo sistema tampone, un aumento della possibilità che i batteri aderiscano meglio. Ciò si può verificare quando un soggetto è disidratato ( beve poco o è soggetto a diarrea), assume particolari farmaci o è sottoposto a radioterapia.
  • Alterazioni del sistema immunitario: infatti, lo sviluppo della carie è favorito nei soggetti immunodepressi.

Invece, i fattori predisponenti locali sono:

  • Le caratteristiche anatomiche e/o strutturali dell’elemento dentario

Quali sono i fattori scatenanti?

I fattori scatenanti sono:

  • Ecosistema della placca: perché nella placca sono presenti tra le 50 e 200 specie diverse di microrganismi. Infatti, il cavo orale del neonato è sterile ma già dal primo giorno di vita viene colonizzato da alcune specie microbiche, come la Candida Albicans, Streptococcus salivarius e Lactobacilli. Quindi, la placca batterica si forma proprio in seguito alla colonizzazione ed alla crescita dei microrganismi sulla superficie dei denti ed è costituita dalle diverse specie microbiche con cellule dell’epitelio orale, carboidrati di cui i residui alimentari, acqua e leucociti.
  • Suscettibilità dell’ospite: cioè l’attività immunitaria e la struttura dentale
  • Alimentazione: cioè l’apporto glucidico.

Nelle fasi iniziali, cioè quando parliamo di ‘’carie dello smalto’’, il dolore è silente, poi, successivamente, compare la sensibilità dentinale ed il dolore in seguito agli stimoli fisici (termici, cioè al caldo ed al freddo) e chimici ( con gli zuccheri). Infine, nelle fasi finali c’è dolore perché viene alterata la polpa del dente e dopo un po’, questo dolore che è intenso e continuo, cessa spontaneamente perché si è arrivati alla necrosi ( cioè alla morte) del dente.

Cosa è fondamentale fare?

Innanzitutto, è fondamentale, sempre una prevenzione primaria che si realizza con:

  • Individuazione ed eliminazione dei fattori di rischio: valutando l’alimentazione ( evitando cibi ricchi di zuccheri, cibi dolci appiccicosi (marmellata, miele o caramelle), assunzione di cibi fuori dai pasti principali), l’igiene orale, una corretta occlusione, la riduzione del flusso salivare, si può procedere anche con un esame batteriologico della saliva, aumentando il consumo di vegetali e del latte.
  • Controllo della placca batterica: con una corretta igiene orale
  • Motivazione del paziente

A questo, ovviamente, deve seguite una profilassi, la quale si prefigge l’allontanamento dal cavo orale degli agenti cariogeni, cioè della placca e dei residui alimentari. Tutto ciò grazie a:

  • Igiene orale: con la rimozione della placca batterica con spazzolino, filo interdentale, dentifricio e collutorio.
  • Rimozione della placca
  • Fluoroprofilassi: perché aumenta la resistenza agli agenti cariogeni. Può essere quotidiana, cioè con l’alimentazione ( 0,5 mg) in zone con concentrazioni nelle acque di 0,2-0,3 mg/L, latte, sale, vari alimenti e/o bevande come the, sardine, gamberetti, latte. Oppure con delle compressine ( il cui dosaggio deve, però, essere regolato in base alla percentuale della concentrazione di Fluoro nelle acque. Oppure con l’applicazione di paste fluorate o con specifici dentifrici fluorati.
  • Sigillatura dei solchi: con l’applicazione di un sottile strato di resina fluida specifica. Ciò è sempre preferibile farlo nei bambini con esigenze particolari o con una notevole compromissione dei dentini da latte, o se sono già presenti diverse carie e, quindi, c’è un maggiore rischio.
  • Visite periodiche: ogni 4-6 mesi, circa.

La prevenzione

Quindi, fatta chiarezza su cos’è la carie e come prevenirla, guardiamo con particolare interesse l’argomento dei dentini cariati nei bambini (chiamati ‘’denti decidui’’) ed alla prevenzione e cura. Innanzitutto, è necessario, assolutamente, non trascurare l’igiene orale e la cura dei denti da latte.

Perché? Perché la carie nei decidui è molto più dolorosa rispetto che nei permanenti, ciò dovuto al fatto che i denti da latte hanno una camera pulpare più grande ed il tessuto duro che copre la camera pulpare è più sottile. Oltretutto, è anche alto il rischio che la polpa si infetti, che possa andare in necrosi o che si formino fistole ed ascessi. Inoltre, c’è il rischio di compromettere la corretta eruzione dentaria perché i denti compromessi, andando a mancare, lascerebbero uno spazio che presto sarebbe occupato da un altro dente tanto da costituire una necessità di sottoporti ad una lunga terapia ortodontica, se non viene inserito un mantenitore di spazio.

Sempre viene suggerito si lavare i dentini dei bambini fin dal primo momento in cui erompono. All’inizio ci si può aiutare con una garzina sterile ( passandola sule gengive e sulla parte anteriore e posteriore di ogni dentino) oppure con degli spazzolini da denti dalla testina morbida e piccola. Si procede bagnando solo con acqua, e si può aggiungere il dentifricio ( ce ne sono di svariati adatti ai più piccolini) solo con l’eruzione del primo molare.

Oltretutto, sempre si raccomanda di non far bere ai bambini i succhi di frutta oppure bevande gassose e zuccherate, evitare merendine zuccherate ( piene conservanti, coloranti e di grassi idrogenati), di favorire un’alimentazione sempre regolare ed evitando gli spuntini fuori pasto o quando non possiamo pulire i denti. E’ sconsigliato, inoltre, nei bambini al di sotto di 3-4 anni anche di inzuppare il biberon o il ciuccio in sostanze zuccherate come il miele, tisane zuccherate, succhi di frutta, tant’è che si parla di ‘’carie da biberon’’. Tutto ciò favorisce l’insorgenza prematura del processo carioso.

Sappiamo, dunque, che per ridurre il rischio che un bambini presenti carie, è possibile fargli assumere delle soluzioni a base di fluoro (come detto precedentemente, sotto controllo medico e dopo aver controllato la percentuale già presente di fluoro in acque e/o cibi assunti perché un sovradosaggio di fluoro potrebbe dare origine ad una sindrome che prende il nome di ‘’fluorosi’’). Sono delle goccine che vengono sciolte in acqua e poi bevute ed è consigliato nei bambini tra i 5 ed i 7-8 anni. Così facendo, i denti si formeranno in maniera tale da essere molto più resistente agli acidi che producono i batteri presenti nel cavo orale, come lo Streptococco Mutans cioè il principale batterio responsabile della carie.

Un’altra ottima modalità di prevenzione della carie è la sigillatura dei solchi. Ciò perché, ogni dente presenta, sulla superficie masticatoria, dei solchi e se vi resta cibo, sostanze zuccherate, o se il bambino non è ancora autonomo nella corretta igiene orale tutto ciò finisce con il ristagnarsi all’interno dei solchi, si accumula, e di conseguenza da origine alla carie ( detta carie fissurale). La sigillatura dei solchi prevede, dunque, prima di tutto lo spazzolamento dei solchi per pulirli dai ristagni di cibo e/o di sostanze e poi, all’interno dei solchi, verrà messa una particolare ‘’vernice’’.  Così facendo, allora, i solchi saranno preservati dalla formazione della carie. Si possono sigillare sia i denti da latte che i permanenti. Tuttavia, questa procedura protegge dal rischio di contrarre la carie solo la superficie masticatoria perché gli spazi interdentali, anche se sono ugualmente soggetti a carie, non possono essere sigillati.

Qualora fosse già presente un dente da latte ( deciduo) cariato, non sempre è facilmente individuabile fin dal primo momento. Come campanello d’allarme possiamo avere la comparsa, sulla superficie dentaria, di una macchia di colore bianco opaco o con un alone scuro brunastro (chiamato brown spot), in quanto sono dei segnali che spesso precedono il processo carioso della fase conclamata.

Come curare i denti da latte cariati?

I denti da latte, qualora fossero cariati, necessitano le stesse cure dei denti permanenti. Quindi, sfatiamo il mito secondo cui i denti da latte non andrebbero curati perché prossimi a cadere. Quindi, in questi casi, si procede con un’otturazione. Tuttavia, qualora la sola otturazione non fosse sufficiente alla cura perché la carie si è spinta oltre la dentina, o anche fino ad invadere la polpa dentaria,è necessario intervenire procedendo con la devitalizzazione oppure, nei casi più gravi e drastici con l’estrazione dentaria e posizionando un mantenitore di spazio, per far si che lo spazio lasciato dal mancato deciduo venga ad essere sostituito dai denti accanto.

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