Come curare la recessione gengivale

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Gentili dottori,

ho 35 anni e negli ultimi 3 mesi la mia recessione gengivale si è aggravata, mi è stato detto a causa di cattivo spazzolamento ma ho anche un problema di parodontite (al momento localizzata con tasche che non superano i 5mm). Nonostante l’utilizzo di tecniche di spazzolamento indicatemi dall’igienista e aver smesso di fumare, la recessione negli incisivi superiori è progredita, rendendo i denti più sporgenti. Le recessioni più gravi sono vicine a un molare mancante nell’arcata superiore, non ho perso il dente ma mi è stato estratto qualche anno fa, in seguito a una ricostruzione andata male e non ho ancora messo l’impianto. Sono consapevole che l’estrazione non è stata una buona idea perchè non necessaria, ed appunto sono stanca di passare da un dentista all’altro senza essere sicura di come affrontare il problema. Vorrei mettere l’impianto, un dentista mi ha detto che posso farlo tranquillamente guardando solo la panoramica e dopo una visita abbastanza attenta, un altro è stato sbrigativo e ha detto che non se ne parla perchè devo fare lo scaling e poi si vedrà (tralascio anche l’approccio umano che non è stato dei migliori, ho visto cosa fosse lo scaling solo dopo su internet). Tutto questo dopo aver visitato un centro che prometteva di fare “miracoli” con il laser.
Posso mettere l’impianto nonostante il problema paradontale?
Può il dente mancante aver contributo alla recessione?
Come posso individuare la giusta terapia? La semplice igiene domiciliare e professionale è sufficiente o lo scaling è necessario?
La chirurgia muco gengivale è fattibile? vorrei risolvere anche il problema estetico ma temo “controindicazioni”.
Inoltre vorrei chiederei cortesemente il nome di un parodontologo professionista serio nella mia città, che possibilmente abbia esperienza con innesti gengivali.Ho l’impressione che non ce ne siano molti, anche perchè mi è stato sconsigliato dicendomi che è troppo invasivo e che non vale la pena correre il rischio di insuccessi. Se poi fosse convenzionato con Unisalute sarebbe perfetto.
Cordialmente

Città
Palermo
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La piorrea (paradontite acuta) è in realtà piuttosto rara.Purtroppo si da poca importanza alla restaurazione del piano masticatorio in seguito a perdita di denti.Questo determina in sintesi un’anomala distribuzione dei carichi masticatori e spesso uno spostamento della mandibola dall’occlusione corretta che porta a spostamento dei denti anteriori,formazione di recessioni e predisposizione agli stati infiammatori.Per cui è inutile fare levigature,chirurgia mucogengivale ,terapia antibiotica ,laser ecc se non si affronta il problema di una corretta masticazione.

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Egr.paziente
Da quello che lei scrive presenta una malocclusione (riferisce spostamento dei denti).
Questo comporta uno stress al supporto dentale con problemi parodontali.
Quindi dovrebbe fare una terapia ortodontica
Qualora la sua occlusione sia buona la prima cosa che va fatta è risolvere il problema parodontale e successivamente fare l’impianto.
Il successo dipende da una buona situazione di igiene orale

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Salve, per quel che riguarda la presenza di tasche e di malattia parodontale è sicuramente vero che all’igiene professionale tradizionale debba essere associato un approccio più approfondito con rimozione di tartaro sottogengivale e di tutti quei possibili focolai di proliferazione batterica sottogengivali. Questa è di certo la priorità, senza questo primo passo non ha senso né ricorrere all’implantologia (dal momento che anche i tessuti attorno all’impianto verrebbero col tempo contaminati causando perimplantite) né alla chirurgia mucogengivale. Solo una volta trattata la malattia parodontale si potrà ricorrere tranquillamente all’implantologia e alla chirurgia. Quest’ultima, in mani esperte, ha mostrato risultati soddisfacenti e predicibili senza troppa invasività. Non le rimane che scegliere lei stessa di affidarsi ad un professionista che ispiri la sua fiducia e le spieghi il proprio piano di lavoro.
Cordiali saluti

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