mandibola che scrocchia

Mandibola che scrocchia: a cosa è dovuto il click mandibolare?

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Il click mandibolare, ovvero la tipica manifestazione della mandibola che scrocchia, è un sintomo di una patologia infiammatoria a carico dell’articolazione temporo-mandibolare, anche chiamata articolazione temporo-mandibolare (da non confondersi con artrosi temporo-mandibolare) o ATM della mandibola.

La mandibola è infatti un osso mobile, su cui si impiantano le arcate dentali inferiori, che si articola con l’osso temporale del cranio mediante l’articolazione temporo-mandibolare (ATM), permettendo i movimenti della masticazione e della fonazione.
Lo scrocchio della mandibola è una caratteristica tipica costituita da un suono distintamente udibile che compare quando, in corrispondenza della suddetta articolazione, inizia un processo patologico di origine artrosico che impedisce il regolare movimento e scorrimento fluido dei capi articolari, creando attrito e rumore.

La mandibola che scrocchia può essere più palese e frequente durante l’apertura della bocca per sbadigliare, parlare o mangiare, creando spesso una sensazione di dolore.
L’accesso di dolore che compare quando la mandibola scricchiola e si blocca è quasi sempre localizzato sulla parte posteriore dell’osso, nelle vicinanze di orecchio e denti del giudizio, per cui molto spesso l’algia può essere associata erroneamente a problematiche che interessano denti e orecchi, piuttosto che all’articolazione della mandibola. Poiché il dolore può sussistere ad ogni movimento dell’articolazione, una delle conseguenze della mandibola che schiocca è un dolore anche alla cervicale, con relativo mal di testa, possibili vertigini con perdita del senso dell’equilibrio e dolori muscolo-tensivi della zona.

Il dolore localizzato di tale regione e il click della mandibola non sono segni comunemente ritenuti normali e fisiologici per questo, ad ogni comparsa del tipico segno della mandibola che schiocca, va richiesta una visita odontoiatrica specifica ed un approfondimento diagnostico al fine di escludere potenziali patologie che determinano dolore nello stesso punto.

D’altronde il dolore alla mascella potrebbe essere scatenato anche dall’eruzione dei denti del giudizio, dalla presenza di ascessi dentali, da otiti di varia origine, da parotiti o spasmi dei muscoli facciali e del collo. Inoltre, l’apertura della mandibola associata allo schiocco determina, a lungo termine, un’alterazione non solo morfologica ed anatomica dell’articolazione stessa ma anche della sua funzionalità, rischiando di far rimanere la bocca immobilizzata e bloccata in un’apertura dolorosa; per questo va richiesta sempre una visita specialistica.

Tutte le cause del click mandibolare

Le cause di una mandibola che scricchiola mentre si mangia, si parla, si ride o si sbadiglia, possono essere divise e raggruppate in due categorie: quelle anatomiche e quelle muscolari.

Le prime sono direttamente collegate alla conformazione anatomica dell’articolazione temporo-mandibolare che può alterarsi e deformarsi, impedendo o creando difficoltà durante il regolare movimento articolare. Cause di alterazioni delle facce articolari della mandibola possono essere danni cartilaginei, infiammazione locale con alterazione dei profili, così come bruxismo, l’atteggiamento compulsivo ed involontario di serrare e stringere i denti fra loro, sia durante il sonno che da svegli.

Anche alterazioni anatomiche facciali consecutive ad incidenti o traumi possono rappresentare una causa di mandibola che scrocchia.
Nella seconda categoria di cause, invece, rientrano le alterazioni del muscoli locali che causano lo slittamento dell’articolazione fuori dai margini: il muscolo pterigoideo laterale può infatti contrarsi spasmodicamente portando anteriormente fuori il disco articolare della mandibola sulla mascella.

La meccanica del movimento di apertura della mandibola e dell’ATM viene così alterata al punto da creare vere e proprie asimmetrie. Il blocco che si verifica in corrispondenza del momento dell’apertura e dello schiocco della mandibola comporta dolore e spesso anche panico, quando accade per la prima volta in pazienti ancora ignari dei propri problemi di mandibola.

Come si ottiene una diagnosi di mandibola che scricchiola

La diagnosi della mandibola che scricchiola si basa sulla sintomatologia riferita dal paziente, sulla visita clinica e su eventuali esami diagnostici necessari ad escludere altre patologie capaci di dare un quadro sintomatologico simile. Il paziente che richiede una visita odontoiatrica per la mandibola che schiocca, solitamente riferisce di sentire un riconoscibile click durante l’apertura e la chiusura della bocca, che tende a peggiorare quanto più la si apre. Questo atteggiamento è inoltre legato sempre a dolore, in alcuni casi anche a mal di testa, dolori muscolari della zona e, se particolarmente profondo, anche a sensazioni di vertigini e perdita di equilibrio a causa della compromissione nervosa e del coinvolgimento dell’orecchio.

Durante la visita l’odontoiatra, poi, verifica la presenza dello scrocchio mandibolare ponendo le dita sull’ATM e facendo eseguire al paziente i movimenti di apertura e chiusura della mandibola: è proprio in questa circostanza che il medico odontoiatra rileva non solo il suono tipico a click della mandibola, ma anche lo slittamento distinto e percepibile sotto la mano dei capi articolari. Anche alla palpazione profonda della zona, il dentista rileva un dolore acuto del paziente, provocato dal processo osteoartritico e dall’infiammazione locale.

Possono anche essere riconoscibili erosioni superficiali dei denti della zona interessata. Solitamente un paziente che lamenta una mandibola che scrocchia non riesce ad aprire correttamente la bocca, poiché limitato da dolore e dalla fuoriuscita dell’articolazione temporo-mandibolare. Successivamente il dentista potrebbe richiedere una radiografia per verificare potenziali degenerazioni ossee e/o articolari, oppure una risonanza magnetica (RMN) se un paziente non risponde ad una terapia, oltre che per mettere in evidenza l’eventuale presenza di disturbi dell’ATM.

Anche il relativo intenerimento dell’articolazione, che appare meno dura e compatta, può indurre l’odontoiatra a sospettare un’artrosi temporo-mandibolare.

Trattamenti utili per la risoluzione delle problematiche relative alla mandibola che schiocca

Una volta ottenuta diagnosi di certezza della mandibola che scrocchia, sia da un punto di vista clinico, sia da un punto di vista diagnostico ed avendo accertato l’assenza di patologie in grado di creare un quadro sintomatico sovrapponibile a quello del click mandibolare, si può impostare la terapia più adeguata. Quest’ultima va sempre adattata alla gravità della mandibola che schiocca, nonché a tutti i sintomi ad essa correlati, ovvero: dolore, mal di testa frequenti, otiti, vertigini, etc.

Quando il click della mandibola è causato principalmente dal bruxismo, l’utilizzo di un bite può risultare molto efficace, non solo per ridurre l’erosione dei denti, ma anche per diminuire la pressione degenerativa esercitata sulla mandibola. In questo caso il trattamento terapeutico richiederà l’intervento diretto dell’odontoiatra, mentre se le cause sono altre potrà essere richiesto anche l’intervento di un osteopata specialista.

In generale, tutti i trattamenti della mandibola che scrocchia sono finalizzati a ridurre i sintomi del dolore e dell’infiammazione, riducendo quindi di riflesso anche il gonfiore e la degenerazione articolare. In questo senso, dunque, anche l’utilizzo di farmaci antinfiammatori, sia steroidei che non steroidei, possono essere prescritti dal medico per migliorare lo stato infiammatorio ed algico, ma non possono essere utilizzati a lungo termine, sia perché tenderebbero a ridurre gradualmente la loro efficacia per adattamento dell’organismo, sia perché provocherebbero effetti collaterali secondari.

I trattamenti di ortodonzia riparatoria possono risolvere l’intera problematica se la mandibola che scricchiola è causata da un disturbo del morso o deformità della mascella.
Altre terapie conservative e non chirurgiche sono ad esempio rappresentate da split occlusali utili al riposizionamento, dispositivi che orientano il movimento passivo della mandibola. Quando però il trattamento conservativo fallisce bisogna necessariamente ricorrere alla chirurgia.

L’approccio chirurgico più efficace è l’artrocentesi, costituito da un lavaggio con soluzione salina sterile e successivamente cortisone, previa anestesia della parte. A seguito di tale trattamento, delle sedute di fisioterapia aiuteranno la mascella a migliorare il movimento, coordinandola in maniera corretta. La fisioterapia della mascella viene inoltre spesso consigliata come primo approccio terapeutico nei casi di mandibola che scrocchia per cause muscolari, migliorando la motilità articolare e la funzionalità dei muscoli locali.

Altri rimedi per risolvere il click mandibolare

Prima di giungere alla conclusione di dover eseguire trattamenti drastici, come quello chirurgico, vanno valutate tutte le altre possibilità, sperimentando prima quelle di tipo conservativo. Molto utili si rivelano anche le stecche occlusive, ovvero apparecchi di acrilico duro che coprono sia le arcate dentarie superiori che inferiori. Queste strutture removibili sono esclusive per ogni paziente perché create sulla propria forma di arcata dentale, in modo da adattarsi perfettamente senza arrecare danni o fastidi. Il modo in cui vengono posizionate consentono non solo di ridurre l’erosione delle superfici dentali da eventuali atteggiamenti di bruxismo, ma anche di riposizionare gradualmente l’arcata superiore forzandola a mantenersi in posizione da chiusa, con il disco articolare perfettamente posizionato sulla testa del condilo. Perché questo trattamento risulti efficace, l’odontoiatra dovrà periodicamente adattare la stecca ai movimenti dell’arcata, ma può essere eseguito solo se il disco dell’ATM non è così deforme e spostato da impedire un riposizionamento conservativo.

Altri rimedi utili che il paziente stesso dovrà aver cura di usare con frequenza ed attenzione sono in realtà vere e proprie accortezze, miranti a mitigare il problema e a ridurre i danni che esso provoca.
Masticare meno gomme possibili e cibi morbidi, ad esempio, potrebbe aiutare il soggetto che soffre di mandibola che scrocchia, perché limita l’uso dell’articolazione temporo-mandibolare sottoponendola a sforzi minori.
Frutta secca e cibi duri possono infatti peggiorare non solo la situazione come effetto di un sovraccarico del lavoro articolare, ma arrecare anche un maggior dolore per un’infiammazione più intensa.

Utile è invece tenere la mascella più a riposo possibile, mangiando cibi morbidi e applicando panni caldi sulla zona per ridurre l’algia.
Anche la riduzione dello stress, conducendo una vita più regolare e scaricando le tensioni, può risultare d’aiuto soprattutto quando la mandibola che schiocca è provocato dal bruxismo, la cui prima causa sono proprio gli stimoli stressogeni. In questi casi, i farmaci che agiscono sull’umore e sull’ansia possono apportare dei benefici indiretti. Non vanno infine dimenticati alcuni importanti esercizi della mascella che possono aiutare a correggerne i movimenti e a far regredire i disturbi dell’ATM che contribuiscono all’insorgenza del click mandibolare; tali esercizi però non devono essere fatti senza una guida professionale, perché se eseguiti scorrettamente o in misura eccessiva, potrebbero sortire effetto contrario e danneggiare ulteriormente la mandibola.

Le conseguenze della mandibola che scrocchia

La mandibola che scrocchia non va mai sottovalutata o trascurata perché se non adeguatamente trattata può comportare delle conseguenze più o meno serie.
La conseguenza più grave dell’artrosi temporo-madibolare è la degenerazione delle facce articolari interessate, con erosione del rivestimento articolare e rallentamento ulteriore, fino al blocco completo, della mandibola stessa.

Oltre ad un aumento di tutti i sintomi conseguenti al click della mandibola e ad un incremento del dolore e dei mal di testa, una trascuratezza di questo disturbo potrebbe anche provocare serie difficoltà di masticazione e fonazione che potrebbero andar ad inficiare anche la qualità della vita sociale. Un’implicazione di questo tipo presuppone, in personalità piuttosto fragili ed insicure, una limitazione nei rapporti interpersonali, con isolamento e riduzione al coinvolgimento nella società. Instaurandosi così sindromi nervose e depressive, il soggetto potrebbe intensificare o attivare il fenomeno del bruxismo, creando un netto peggioramento della mandibola che scricchiola e innescando una sorta di circolo vizioso peggiorativo.

Di fronte a tutte queste problematiche secondarie, non va mai dimenticato che un blocco dell’articolazione temporo-mandibolare potrebbe anche rendere difficile il semplice gesto dell’alimentazione, sia per dolore persistente durante la masticazione, sia per riduzione dell’apertura buccale. Analogamente, interventi odontoiatrici e regolare pulizia dei denti, potrebbero rendersi difficili o impossibili, innescando tutta un’altra serie di eventi relativi a: carie, difficoltà a mantenere una corretta igiene dentale, visite odontoiatriche periodiche, pulizie professionali, interventi buccali, insorgenza di alito cattivo e così via.

Tutte queste incredibili conseguenze di una mandibola che schiocca trascurata o non trattata adeguatamente, dovrebbero far correre ai ripari tutti i soggetti che ne soffrono, non solo per evitare problematiche aggiuntive, ma anche per migliorare la qualità di vita.
I dolori relativi al click mandibolare, infatti, sono sempre acuti e per quanto inizialmente possano essere relegati agli unici momenti di ampia apertura della bocca, come durante uno sbadiglio, potrebbero via via comparire anche durante i classici movimenti masticatori, mentre si parla o mentre si ride. Il disagio provocato dal dolore fisico e dalla compromissione algica anche dell’orecchio, dei muscoli del collo e dell’equilibrio con la sensazione di vertigini, potrebbero rendere un soggetto sano comunque poco autonomo ed indipendentemente.

Anche i mal di testa sempre più intensi e frequenti causati dalla mandibola che scrocchia potrebbero diventare periodici o addirittura regolari, rendendo tutte le attività quotidiane più pesanti e difficili da svolgere, soprattutto quelle lavorative che richiedono attenzione mentale ed impegno intellettivo. Il mal di testa rappresenta uno dei sintomi più limitanti del click della mandibola, creando un senso di disagio e di inadempienza.

Per tutti questi motivi, intervenire tempestivamente ai primi sintomi della mandibola che schiocca, può rappresentare un vantaggio enorme, non solo nel tipo di approccio terapeutico conservativo ma anche nella riduzione delle conseguenze, nel contenimento di tutti i sintomi ad essa associati e nell’efficacia maggiore della risoluzione terapeutica.

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Comments 1

  1. L’articolo è interessante e ben circostanziato solo non è chiaro se una MANDIBOLA che scatta SENZA DOLORE è destinata a peggiorare o può giungere a guarigione completa con le terapie conservative , BYTE ESCLUSO.
    Grata se vorrete rispondermi

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