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Alito cattivo (alitosi), un fastidioso compagno di vita

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Un paziente su due che si siede sulla poltrona del dentista si lamenta di avere l’alito cattivo. A volte, ahimè, ci troviamo a dover concordare col paziente, mentre più spesso si tratta solo di un’ impressione non corrispondente alla realtà dei fatti. Da questo si evince che esistono un’alitosi vera e una pseudoalitosi, quest’ultima viene percepita solo dai pazienti “alitofobici”. In tutta onestà, non si sa quale delle due versioni sia più difficile da affrontare e questo perché, nonostante le infinite rassicurazioni, i pazienti con pseudoalitosi continuano ad avere la convinzione che il mondo sia contro di loro e che tutti coloro i quali gli stanno attorno li evitino per colpa del loro alito “pseudocattivo”. Questo disturbo può diventare comprensibilmente fonte di stress e di calo dell’autostima perché ha un impatto sociale rilevante, con ripercussioni sulla vita lavorativa e su quella privata.

 Diverse tipologie di alitosi

Inutile dire che a giudicare questa condizione non può essere né la mamma, né il fidanzatino, né la vicina, ma solo il dentista di fiducia grazie alla propria esperienza ed eventualmente anche grazie all’ausilio di strumenti computer-assistiti quali la cromatografia dei gas orali e il monitoraggio dei solfuri volatili.

L’alitosi vera si distingue poi in tre ulteriori classi:

  • Alitosi fisiologica
  • Alitosi patologica orale
  • Alitosi patologica extraorale

L’alitosi fisiologica è temporanea e conseguente all’assunzione di alcuni cibi o farmaci che possono rendere l’alito pesante. Elenco di seguito la serie di cibi da evitare prima e durante un incontro galante:

  • Cipolla, aglio,uova, molluschi, cavoli e crostacei, peperoni, alimenti speziati, perché contengono molto zolfo e quindi solfuri;
  • Latticini, formaggi (gorgonzola da evitare assolutamente), carne e pesce, perchè se non rimossi da bocca e denti prontamente sprigionano gas sulfurei;
  • Condimenti grassi: burro, strutto e oli vari perché rallentano la digestione;
  • Alcolici e superalcolici, per la capacità dell’alcol di diffondersi in circolo e di liberarsi attraverso il respiro;
  • Cibi dolci e bevande zuccherate perché, se consumati tra un pasto e l’altro, senza essere rimossi con una buona pulizia, lasciano residui che vengono sfruttati dai batteri per proliferare.

Fortunatamente vi sono degli alimenti che ci vengono in aiuto in quei momenti di imbarazzo in cui dobbiamo parlare col nostro capo al rinfresco aziendale e abbiamo finito le mentine:

  • Cetrioli, limoni, carote, sedano, zucchine, uva, essendo cibi con una percentuale elevata di acqua, stimolano la produzione della saliva e svolgono un prezioso effetto rinfrescante;
  • Menta, basilico, prezzemolo, salvia, timo, rosmarino, in quanto erbe aromatiche che hanno anche virtù antisettiche
  • Tisane a base di anice, melissa, semi di finocchio, coriandolo e cardamomo hanno la capacità di assorbire e neutralizzare i gas intestinali.

L’alitosi patologica orale, che da sola rappresenta il 90% di tutte le alitosi, è invece una forma permanente e indipendente dal momento della giornata o dalla tipologia di cibi ingeriti. Questa è associata a:

  • Accumulo di residui alimentari
  • Gengivite
  • Parodontite
  • Pericoronarite (infiammazione soprattuto a carico dei denti del giudizio)
  • Alveolite secca
  • Ulcere orali
  • Salivazione ridotta
  • Carcinoma orale
  • Infezioni batteriche del cavo orale

I batteri orali più frequentemente associati all’alito cattivo sono i Gram negativi. Parliamo di Treponema denticola, Porphyromonas gingivalis, Prevotella intermedia, Tannerella forsythensis e Fusobacterium nucleatum (nomi che ai più non diranno nulla ma che per un dentista significa il trovarsi di fronte le forze speciali dell’esercito batterico, quelli che, per intenderci, causano la parodontite).

Queste popolazioni batteriche si riscontrano soprattutto in quei pazienti che hanno una cattiva igiene orale e che non ricorrono alla pulizia dentale dall’odontoiatra, accumulando placca e tartaro sulle gengive . La presenza di carie e di eventuali restauri incongrui può ulteriormente complicare il quadro. In pochi sanno però che il più delle volte l’alito pesante sia dovuto all’accumulo di detriti sulla lingua. Sulla lingua infatti si accumulano ogni giorno cellule epiteliali desquamate, residui alimentari, cellule del sangue e ovviamente anche i nostri odiati batteri. La sede di accumulo “preferita” è la porzione posteriore del dorso linguale ed è proprio questa sede che raccomandiamo sempre di detergere bene con uno spazzolino morbido, perché va pulita al pari di denti e gengive.

L’igiene orale va presa sul serio, sia a casa che dal dentista.

Si comincia fin dal mattino, dopo la colazione, e non prima come fanno molti, lasciando tutti i residui di biscotti e marmellate varie tra i denti! Bisognerebbe lavare i denti anche dopo pranzo (attività lavorativa permettendo) , ma soprattutto la sera, improrogabilmente prima di andare a letto. Di notte i batteri agiscono più indisturbati, al riparo dai movimenti di auto-detersione della lingua e di auto-risciacquo della saliva, perciò occorre eliminare più residui alimentari che si può!

Durante queste operazioni di spazzolamento non bisogna quindi trascurare la lingua che con la sua superficie irregolare è molto accogliente per i batteri. Ovviamente si deve massaggiare delicatamente, cercando di arrivare più in fondo possibile cioè dove maggiormente prosperano, senza però applicare forze eccessive, né spingersi troppo in fondo (le tonsille non vanno spazzolate insomma) altrimenti si rischia di stimolare il riflesso del vomito.

Apriamo una parentesi riguardo all’impiego di altri strumenti d’igiene fondamentali per una pulizia davvero completa degli spazi tra i denti. Si tratta di filo interdentale e scovolino, spesso trascurati o proprio ignorati, che servono rispettivamente a tenere puliti gli spazi interdentali stretti (filo) e larghi (scovolino).

Spessissimo i pazienti ci chiedono se esiste qualche collutorio magico col quale fare uno sciacquo la mattina e rimanere con l’alito fresco per tutta la giornata. In virtù di quanto sopraelencato, non esiste un collutorio con simili proprietà miracolose. Tuttavia, una volta spazzolati bene denti e lingua, un buon collutorio può contribuire a lasciare un sapore e un odore gradevoli in bocca.

Va sottolineato quindi che gli sciacqui devono essere effettuati sempre in associazione allo spazzolamento e mai in sostituzione di esso.

I collutori specifici per l’alito cattivo disponibili in commercio sono veramente moltissimi ma vanno scelti con cautela. La maggior parte di essi contengono clorexidina, perdossido d’idrogeno o composti dello zinco, che svolgono un’azione antibatterica e chimica contro batteri e solfuri responsabili dell’alito pesante. In base a quanto descritto dalla letteratura scientifica, i collutori con clorexidina sono più indicati per pazienti con malattia parodontale, tuttavia non vanno mai utilizzati a concentrazioni troppo elevate e per periodi superiori alle due settimane, data la loro azione pigmentante su denti e lingua. Discorso simile può farsi anche riguardo ai collutori contenenti perossido d’idrogeno che, a lungo andare, possono arrecare danno alle mucose. I collutori contenenti zinco e composti possono invece considerarsi più sicuri e meno aggressivi a lungo termine.

Il 10% delle alitosi sono invece causate da problemi e disturbi respiratori : sinusiti, tonsilliti, bronchiectasie, infezioni polmonari (cause più frequenti di alitosi nei bambini piccoli); ma anche patologie gastrointestinali come: infezione gastronintestinale da helicobacter pilori, diverticoli faringo-esofagei, reflusso gastroesofageo, stenosi pilorica, ostruzione duodenale; infine vi sono una serie di patologie a carattere sistemico fortemente associate all’alito pesante tra cui: febbre, epatite, problemi renali, diabete, chetoacidosi diabetica e leucemia.

L’alitosi può dipendere anche dalla dieta. Un’alimentazione squilibrata, con grandi quantità di cibo spazzatura, predispone notevolmente alla produzione di gas intestinali e solfuri volatili. Senza voler prendere il posto del dietologo di fiducia, ci sentiamo di consigliare una dieta il più ricca possibile di alimenti naturali e biologici. La verdura cruda, ricca di fibre, aiuta a mantenere i denti puliti e a rafforzare le gengive. L’ideale è consumarla prima del pasto, non limitandosi però a una semplice insalata: carote, sedano e ravanelli sono utilissimi a questo scopo. L’abbondanza di vegetali, con i loro antiossidanti, aiuta anche a prevenire le intolleranze, altra causa di alito cattivo. I cereali (ovviamente integrali) non vanno certo eliminati, ma mangiati con raziocinio e associati sempre con una fonte proteica (ottimi i legumi).

Le fibre vegetali regolarizzano il transito intestinale migliorando problematiche intestinali quali la stitichezza, anch’essa causa di l’alito pesante.

La digestione inizia dalla bocca, si sa, e masticare male vuol dire sia favorire l’accumulo di frammenti negli spazi interdentali, ma anche ostacolare la buona digestione. Perciò bisogna abituarsi a masticare a lungo, da 30-50 volte per ogni boccone, secondo la durezza.

Bisogna inoltre depurarsi in quanto la disintossicazione alleggerisce l’organismo e può avere effetti positivi anche sull’alitosi. A tale scopo bisogna bere molta acqua e approfittare degli alimenti depuratori che ogni stagione ci offre. Adesso che siamo in autunno, per esempio, possiamo deliziarci con uva stagionale che depura e detossifica naturalmente, sempre senza esagerare con le quantità, trattandosi di un cibo ad alto contenuto calorico.

Ultimo consiglio generico che ci sentiamo di dare è quello di alleggerire il proprio carico di stress. Infatti quando l’alitosi non sembra essere originata da cause evidenti che riguardino direttamente l’organismo, essa potrebbe risultare correlata ad una situazione di stress. Secondo uno studio preliminare, condotto su soggetti giovani ed in salute con una buona igiene orale, lo stress (come anche il ciclo mestruale nelle donne) potrebbe contribuire alla formazione di composti volatili all’interno della bocca, causando alito cattivo. In questi soggetti, più che consigliare sciacqui magici o spezie miracolose, bisogna identificare e contrastare le cause dello stress, magari prescrivendo una partita di calcetto a settimana (per gli uomini) e una passeggiata per i negozi del centro al dì (per le donne).

Nel prossimo articolo ci occuperemo più nel dettaglio dei rimedi per l’alitosi: naturali e non.

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