denti sensibili: cause e rimedi

Denti sensibili: cause e rimedi

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denti sensibili: cause e rimediLa sensibilità dentale è una sensazione di disagio in uno o più denti che viene innescata da cibi freddi o caldi, dolci, acidi e bevande, o anche respirando aria fredda.

La dentina presenta piccoli tubi (‘tubuli’) che contengono le terminazioni nervose e sono pieni di liquido. Mangiare o bere cibo o bevande eccessivamente caldi o freddi o dolci, in caso di dentina esposta, può causare uno spostamento di tale liquido, che a sua volta innesca la reazione delle terminazioni nervose e la conseguente insorgenza di fastidio o dolore acuto.

Il dolore può essere acuto, improvviso e far scattare in profondità le terminazioni nervose dei denti.

Si parla di ipersensibilità, quando questi sintomi brevi ed acuti, spesso con una localizzazione “diffusa” a più denti, non possono essere ricondotti ad altre patologie orali (come la carie)se non a una esposizione della dentina.

La prevalenza di questa condizione si aggira tra il 15-70%, con il tasso più elevato nei soggetti con malattia parodontale in corso.

L’incidenza dei denti sensibili, in base all’età è tra i 20 e i 40 anni.

Sono diversi gli stimoli che possono causare dolore da ipersensibilità come:

  • Stimoli termici,sia freddi che caldi.
  • Stimoli meccanici come la masticazione, soprattutto di cibi a consistenza solida.
  • Stimoli chimici dati dalla composizione alimentare di ciò che si mangia, in particolare cibi zuccherini ed acidi come gli agrumi.
  • Stimolazione in risposta all’aria.

L’ipersensibilità dentinale si riscontra per :

  • il 70% dei casi in una risposta di tipo termica
  • il 20% meccanica
  • il 10% in risposta a sostanze chimiche/acide.

Quando si soffre di denti sensibili, è difficile localizzare con precisione quali siano gli elementi coinvolti, sintomatologicamente può essere diffuso a più denti.

Spesso, la zona più frequentemente interessata è l’area intorno al colletto dentale, in prossimità della gengiva, generalmente a causa di recessione gengivale ( “gengiva bassa”), cioè una condizione in cui la gengiva, ritraendosi, tende a scoprire una porzione di dente.

Quali sono le cause dei denti sensibili?

I denti diventano sensibili quando lo strato sottostante dei denti – la dentina – si espone a seguito di una recessione del tessuto gengivale (la coperta protettiva che ricopre le radici dei denti). Le radici, che non sono coperte dallo smalto duro, contengono migliaia di minuscoli tubuli che portano al centro nervoso del dente (la polpa). Questi tubuli dentinali  consentono agli stimoli – per esempio, il cibo caldo, freddo, o dolce – di raggiungere le terminazioni nervose all’interno del dente, la stimolazione delle quali provoca il dolore che sentiamo.

Vi sono molti fattori che possono portare a denti sensibili, tra cui.

  • Spazzolare troppo forte. Nel corso del tempo, spazzolare troppo forte o usando uno spazzolino a setole dure può logorare lo smalto ed esporre la dentina. Può anche causare recessione gengivale (il tessuto gengivale si allontana dai denti).
  • Carie vicino alla linea gengivale.
  • Recessione gengivale. Quando le gengive si allontanano dal dente a causa di condizioni come la malattia parodontale, la superficie della radice viene esposta.
  • Malattie delle gengive (gengiviti). Il tessuto gengivale infiammato e dolorante può causare sensibilità a causa della perdita dei legamenti di sostegno, che espone la superficie della radice che porta direttamente al nervo del dente.
  • Fratture dei denti. 
  • Digrignamento dei denti. Digrignare o stringere i denti può logorare lo smalto ed esporre la dentina sottostante (abfrazione)
  • Prodotti sbiancanti per denti. Questi prodotti possono essere i principali responsabili dei denti sensibili.
  • Età. La sensibilità dei denti è più alta tra i 25 e i 30 anni.
  • Accumulo di placca. La presenza di placca sulle superfici radicolari può causare sensibilità.
  • Uso di collutorio. L’uso a lungo termine di alcuni collutori. Alcuni collutori contengono acidi che possono peggiorare la sensibilità dei denti se si è esposta la dentina (lo strato intermedio del dente). Gli acidi possono ulteriormente danneggiare lo strato di dentina del dente. 
  • Alimenti acidi. Il consumo regolare di alimenti con un alto contenuto di acidi, come agrumi, pomodori, sottaceti, e tè, può causare l’erosione dello smalto.
  • Procedure dentali di routine. La sensibilità può verificarsi dopo la pulizia dei denti, la levigatura radicolare, il posizionamento di una corona, e il restauro di un dente. La sensibilità causata da procedure dentali è temporanea, di solito scompare in 4-6 settimane.
  • Cause post-chirurgia parodontale
  • Traumi gengivali
  • Protesi incongrue
  • Malocclusioni

La causa di questi fastidi è da ricondurre a una esposizione della dentina, cioè uno dei tessuti, assieme a smalto, cemento e polpa che compongono il dente.

In condizioni fisiologiche normali, la dentina è posta al di sotto della gengiva e dello smalto, quest’ultimo, molto più mineralizzato ed esente di terminazioni nervose, affaccia alla cavità orale.

 

La sensazione dolorosa che si prova tende a far evitare l’esposizione al freddo, a bevande fredde e spesso si allontana anche l’igiene orale della zona, il che è controproducente e può portare a peggiorare la situazione.

Una causa particolare di ipersensibilità può essere una condizione di ipoplasia o ipomineralizzazione dello smalto, la quale si manifesta nei bambini, generalmente dopo l’eruzione della dentatura permanente, quindi dopo i 6 anni di età.

Le cause di questa ipoplasia dello smalto possono essere molteplici, come l’utilizzo di terapie antibiotiche, carenze di vitamina D nella prima infanzia e/o periodi di incubatrice e parti prematuri.

Si riconosce, oltre per via della sensibilità, per il fenomeno del break-down, ovvero il dente, debole, tende a sgretolarsi.

Denti sensibili: cosa posso fare per ridurre la sensibilità dei denti?

Alcuni accorgimenti da adottare per prevenire la sensibilità dei denti sono:

  • Mantenere una buona igiene orale. Seguire le corrette tecniche di spazzolamento e usare il filo interdentale per pulire a fondo tutte le parti dei denti e della bocca.
  • Utilizzare uno spazzolino a setole medie. Questo si tradurrà in meno abrasioni da spazzolamento sulla superficie del dente e meno irritazioni gengivali. Spazzolare delicatamente e con attenzione intorno alla linea gengivale in modo da non danneggiare il tessuto gengivale.
  • Usare un dentifricio desensibilizzante. Ci sono diverse marche di dentifricio disponibile per denti sensibili. Con l’uso regolare si dovrebbe notare una diminuzione della sensibilità.  Un altro suggerimento è stendere un sottile strato di dentifricio sulle radici dei denti esposti con le dita o con un cotton fioc prima di andare a letto. 
  • Fare attenzione a ciò che si mangia. Il consumo frequente di cibi altamente acidi può gradualmente degradare lo smalto dei denti e portare all’esposizione della dentina. Essi possono anche aggravare la sensibilità e causare dolore.
  • Utilizzare prodotti dentali al fluoro. L’uso quotidiano di un collutorio al fluoro può diminuire la sensibilità. 
  • Scoraggiare il bruxismo. Se si digrignano o stringono i denti, usare un bite o nightguard per la notte.
  • Andare dal dentista a intervalli regolari. Effettuate una pulizia dentale professionale e un trattamento al fluoro ogni sei mesi (o prima, a seconda del caso).

Ci possono essere alcune procedure dentali che possono contribuire a ridurre la sensibilità, compreso l’uso di:

  • Ricostruzioni in composito  per coprire le superfici dentali esposte.
  • Vernici e desensibilizzanti topici applicate alla superficie dentinale esposta.
  • Nei casi più gravi si può necessitare di una terapia canalare.

La desensibilizzazione viene messa in atto con una azione topica sintomatica, si prevede l’impiego di dentifrici contenenti Nitrato di potassio, citrato di potassio o cloruro di potassio.

L’importanza di questo trattamento è basata sulla composizione di questi dentifrici, lo ione K+, ovvero lo ione potassio, contenuto al loro interno ha una azione di tamponamento del potenziale d’azione dei tubuli dentinali, cioè, riduce la stimolazione di risposte dolorifiche.

La chiusura dei tubuli dentinali prevede un impiego di sostanze sia domiciliarmente, sia dal professionista.

A casa, si possono utilizzare dei dentifrici a base di sostanze utili nella re mineralizzazione dello smalto e nella chiusura dei tubuli dentinali come il cloruro di stronzio che depositandosi nei tubuli, tende a chiuderli, floruro stannoso, sali di fluoro.

Il professionista, può provvedere nei casi più marcati che quindi portano ad una visita specialistica all’applicazione di :

  • Resine
  • Sigillanti
  • Paste con fluoro, fluoroprofilassi

Le vernici e gli adesivi sono molto efficaci sin dalla prima applicazione ma con il tempo tendono ad essere persi, quindi, necessitano di più applicazioni durante l’anno.

Esistono anche rimedi che utilizzano dispositivi, detti elettromedicali e sono :

Laser a CO2 : la sua azione tende a vetrificare la dentina, chiudendo i tubuli dentinali e inibendo quindi la trasmissione della sensibilità.

Ionoforesi: Si basa su processi simili all’applicazione topica di sostanza con ioni di potassio, si introducono forme ioniche verso i denti che mirano a ridurre il flusso dentinale, calmierando il dolore. La macchina è dotata di elettrodi che si posizionano all’interno della cavità orale, assieme ad una apposita sostanza.

Il rimedio naturale alla sensibilità dentale.

Fisiologicamente, il nostro organismo provvede naturalmente a processi di desensibilizzazione dentinale grazie alla saliva. Gli elementi che compongono la saliva, come il calcio e i fosfati, possono esplicare la loro azione di desensibilizzazione entrando nei tubuli dentinali e riducendo il diametro sino alla completa chiusura.

 

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Commenti 9

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  1. Salve , ho un problema di forte sensibilità a un molare e un premolare e nonostante 2 trattamenti laser al fluoro e l utilizzo di dentifrici come elmex non ho risolto il problema. Il mio dentista vista la gravità del mio caso ha detti che l unica soluzione è devitalizzarli. Io però sono contrario visto che sono dei denti sanissimi. Non c è un altra soluzione ???….è possibile che devo devitalizzarli e quindi perderli tra 4-5 anni(durata media dei denti devitalizzati)

    1. Post
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      Salve Carlo,
      se il dolore diventa debilitante non è scorretto procedere con la devitalizzazione, la voglio rassicurare sul fatto che un dente devitalizzato ed adeguatamente protetto ha una prognosi nel lungo termine paragonabile a quella di un dente non trattato.
      Cordiali saluti

      1. Mi scusi dottore,
        ma leggo che tra le procedure dentali atte a ridurre la sensibilità dentale esiste anche la Ricostruzione in composito per coprire le superfici dentali esposte.
        In cosa consiste??
        Quanto dura??
        E’ realmente efficace??
        Grazie

        1. Post
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          La ricostruzione è necessaria per la terapia ed il riempimento delle cavità cariose che determinano come effetto secondario anche un’ipersensibilità dentale. Da quello che mi scrive intuisco che il tipo di sensibilità che accussa abbia una causa differente (radici esposte, lesioni al colletto, solo per citarne alcune) e per esperienza personale non credo che una semplice ricostruzione possa risolvere il problema. Le consiglio di fidarsi del collega che la sta seguendo e procedere con le terapie proposte.

          1. Salve dottore,
            purtroppo la mia sensilità è causata dall’esposizione dei colletti(ad oggi ancora inspiegabile) dei due denti sopra citati e il vostro collega dopo il laser al fluoro non ha trovato alternative che la devitalizzazione, dicendomi che questa non assicura una durata lunghissima dei denti.
            Lui mi garantisce 4-5 anni.
            Ma posso farmi devitalizzare dei denti sanissimi(tra l’altro sono tutti sani) per una scopertura dei colletti col rischio che tra 4-5 anni li dovrò sostituire con dei denti finti??
            Non ci sono cure o metodologie alternative?
            Grazie!!

          2. Post
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            Purtroppo Carlo le mie possibilità di diagnosi senza farle una visita sono limitate, potrei fare solamente delle supposizioni non potendo valutare l’entità delle lesioni.

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