iperplasia gengivale

Iperplasia gengivale

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L’ iperplasia gengivale è un processo a carattere fisiologico, che porta all’aumento della massa e del volume dei tessuti gengivali; potrebbe anche essere accompagnata da un’infiammazione gengivale dolorosa, ovvero da gengivite, e da sanguinamento. Dato, che le cellule crescono rapidamente di numero, si ha un rapido aumento del tessuto gengivale il quale si espande fino a toccare, e talvolta anche coprire, i denti.

Ovviamente, i sintomi dell’ iperplasia gengivale sono dolore, inadeguatezza e forte senso di fastidio. L’intensità di dolore e di fastidio varia di intensità, inoltre, questo problema causa anche il costante fastidio soprattutto durante la masticazione e durante le pratiche di igiene orale. Ovviamente, il paziente sarà portato a peggiorare la situazione toccandosi le gengive, oppure trascurando il problema.

Iperplasia gengivale: cause

Le cause principali sembrano risiedere nell’utilizzo di alcuni farmaci o in condizioni patologiche o, ancora, nella scarsa igiene dentale.

Per quanto riguarda i farmaci, questi inducono un rapido cambiamento dei fibroblasti gengivali, quindi viene rapidamente alterato il metabolismo della zona interessata. I fattori che influenzano questo processo sono vari, tra cui:

  •         la quantità di farmaco da apportare,
  •         la concentrazione plasmatica,
  •         la durata del trattamento
  •         lo stato di salute generale del paziente.

I farmaci che potrebbero influire sulla salute gengivale sono

  •         antiepilettici: i quali contengono sostanze come l’acido valproico, vigabatrin, fenobarbitale e la fentoina
  •         calcio-antagonisti: i quali contengono la nifedipina; e sono numerosi i casi di iperplasia gengivale da calcio antagonisti.
  •         immunosoppressori: in particolar modo, ci sono casi iperplasia gengivale da ciclosporina
  •         acido tranexamico.

L’iperplasia gengivale può manifestarsi a qualsiasi età, ma la frequenza è superiore nei pazienti che hanno più di 50 anni. L’insorgenza del disturbo potrebbe variare da qualche settimana fino ad alcuni mesi dall’inizio delle terapie farmacologiche.

Dunque, succede che la gengiva subisce un rapido aumento di dimensioni, come abbiamo accennato. Il tessuto gengivale si ingrossa,  compaiono insorgenze interdentali ed è persino possibile che la crescita avvenga verso l’alto e copra la superficie dei denti. E quindi, oltre a dolore, arrossamento del tessuto gengivale ed al sanguinamento, ci potrebbe anche essere la difficoltà a svolgere una normale cura dei denti o masticare e si percepirebbe un costante senso di fastidio dovuto alla presenza della massa anomala in bocca.

La mancanza d’igiene derivante dall’impossibilità di mantenere una corretta igiene orodentale porta all’aumento della concentrazione batterica che, di conseguenza, potrebbe causare la periodontite.

L’iperplasia gengivale presenta diverse eziopatogenesi, quindi è importante un’accurata analisi diagnostica sia locale che generale per individuare la natura dell’iperplasia e per trovarne la cura più idonea.

Per quanto riguarda l’iperplasia gengivale infiammatoria, può presentare un decorso acuto o cronico ed è legata principalmente a fattori eziologici locali come:

  •         scarsa igiene orale
  •         presenza di placca batterica
  •         presenza di tartaro
  •         presenza di carie cervicale
  •         mal posizioni dentarie
  •         respirazione orale
  •         restauri incongrui
  •         iperplasia gengivale da protesi

Per quanto riguarda, invece, la forma non infiammatoria si tratta di una rara forma ereditaria benigna che è chiamata fibromatosi gengivale idiopatica o ereditaria. Ciò interessa la componente connettivale ed è caratterizzata da un lento e progressivo aumento del volume gengivale,quindi è un’iperplasia gengivale fibrosa.

Le forme condizionate di iperplasia gengivale, invece, sono delle forme secondarie a patologie sistemiche tra cui:

  •         diabete
  •         coagulopatie
  •         deficit di vitamina C
  •         leucemia
  •         modificazioni ormonali: verso cui il parodonto è particolarmente suscettibile, in particolare ricordiamo i casi di iperplasia gengivale in gravidanza e pubertà;
  •         assunzione di farmaci come difenilidantoina, ciclosporina e farmaci calcioantagonisti come la nifedipina.

Leucemia

Il termine leucemia indica i tumori dei leucociti o globuli bianchi, cioè le cellule del sistema immunitario che circolano nel sangue. Quindi, a contrario di quanto avviene nella maggior parte dei tumori, non sono caratterizzate dalla presenza di una massa solida e localizzata, ma dalla proliferazione incontrollata dei globuli bianchi.

In questo modo, la rapida proliferazione delle cellule neoplastiche si realizza a discapito del normale sviluppo di globuli rossi e piastrine e, per questo motivo, causa persino anemia, difficoltà di coagulazione, ed una maggior suscettibilità alle infezioni batteriche. Le cellule tumorali possono finire per invadere organi e tessuti tra cui linfonodi, milza, fegato ed anche sistema nervoso centrale.

La leucemia, però, può presentare anche altri sintomi e segni come febbre, astenia, anoressia, perdita di peso, sudorazioni, dolore osseo, piastrinopenia, emorragie cutanee e mucose ed anche, quindi, iperplasia gengivale.

Intervento

Oggi possiamo servirci della chirurgia plastica gengivale per ridurre, aumentare o aggiustare le gengive migliorando, pertanto, sia la nostra salute orale che il nostro sorriso.

Tuttavia, se dovesse essere presente una patologia parodontale occorre, in ogni caso, sempre prima trattarla.

Oltretutto, quasi sempre, le gengive ritratte con i colletti dentali esposti sono dovuti, principalmente, ad una spazzolatura dei denti troppo intenso o la formazione di tartaro. Quindi, è bene tener presente le corrette pratiche di igiene orale.

Per quanto riguarda il trattamento chirurgico di gengivectomia, invece, si può utilizzare per la terapia dell’ipertrofia gengivale da difenilidantoina, ma solo nei casi in cui la tasca parodontale non superi la giunzione muco-gengivale ed a disposizione ci sia gengiva aderente e non ci siano difetti ossei. Quindi, dopo anestesia nella piega mucovestibolare e nelle singole papille interdentali, si procede bisellando, con un bisturi a fagiolo, l’incisione di circa 45′. Se l’intervento è ben riuscito, si può procedere con un accurato curettage e scaling radicolare. Così facendo, si ripristina l’orletto festonato delle gengive e dopo soli tre mesi, avranno l’aspetto tipico delle gengive sane e, quindi, sarà sparito il problema dell’iperplasia gengivale.

Iperplasia gengivale indotta da farmaci

Alcuni farmaci, come abbiamo già accennato, causano l’iperplasia delle gengive ma il meccanismo preciso dell’iperplasia gengivale indotta da farmaci non è ancora conosciuto. In ogni caso, esso coinvolge un aumento nel tessuto connettivo che è dovuto all’alterazione del metabolismo dei fibroblasti gengivali.

L’iperplasia gengivale da farmaci è indotta farmaci che potrebbero influire sulla salute gengivale, tra cui:

  •         antiepilettici: i quali contengono sostanze come l’acido valproico, vigabatrin, fenobarbitale e la fentoina. l’iperplasia gengivale si verifica in quasi la metà dei pazienti trattati con fenitoina, soprattutto i bambini ( ci sono anche casi di iperplasia gengivale nel neonato), durante i primi mesi di trattamento.
  •         calcio-antagonisti: i quali contengono la nifedipina, probabilmente ciò è dovuto a causa del suo uso diffuso. Generalmente l’iperplasia insorge tra il primo ed il nono mese di trattamento e non sembra essere dose-dipendente. La sua frequenza è molto variabile, da 0,5% a 83%, in base allo studio. Altri calcio-antagonisti che possono indurre iperplasia gengivale includono amlodipina, diltiazem, felodipina, manidipina, nicardipina, nitrendipina e verapamil.
  •         immunosoppressori: in particolar modo la ciclosporina. La frequenza di iperplasia gengivale in soggetti trapiantati trattati con ciclosporina è circa del 30% (tra 7% e 70%, secondo lo studio). L’iperplasia gengivale generalmente si verifica durante i primi tre mesi di trattamento e l’effetto è dose-dipendente. Solitamente si risolve dopo la sospensione o la riduzione della dose di ciclosporina. Altri immunosoppressori in questione sono tacrolimus e micofenolato.
  •         acido tranexamico, cioè un agente antifibrinolitico.
  •         contraccettivi orali combinati
  •         antibiotici.

Inoltre, l’iperplasia gengivale da fenitoina, ciclosporina e calcio-antagonisti si manifesta e si risolve nell’arco di periodi molto brevi e sembra essere meno fibrosa. Però, sospedere direttamente il farmaco non è sempre la soluzione più semplice ed atraumatica. Infatti, si potrebbe anche sostituire solo la molecola del farmaco o, in casi severi, occorrerà tenere in considerazione interventi risolutivi di tipo chirurgico.

Calcio antagonisti

Tra i calcio-antagonisti che causano iperplasia gengivale viene implicata la nifedipina. A causa di questo farmaco, la malattia insorge tra il primo ed il nono mese di trattamento e non sembra essere dose-dipendente. La sua frequenza è molto variabile, da 0,5% a 83%, in base allo studio.

Tra gli altri calcio-antagonisti che possono indurre un’iperplasia gengivale ci sono amlodipina, diltiazem, felodipina, manidipina, nicardipina, nitrendipina e verapamil.

Cura

La terapia dell’iperplasia gengivale cambia in base alla sua origine, ovviamente.

Ma come si cura l’iperplasia gengivale?

Tra i rimedi per l’iperplasia gengivale c’è che, spesso, bisognerà rimuovere lo stimolo irritativo o cambiarne la molecola utilizzata; in alcuni casi più severi, però,  sarà necessaria una terapia chirurgica con gengivectomia.  Se la terapia con il farmaco implicato non viene sospesa, l’iperplasia può ripresentarsi dopo 3-6 mesi e alcune volte dopo un anno. Alcune volte ai pazienti viene prescritta l’assunzione di antidolorifici.

Inoltre, la scarsa igiene orale, cattive abitudini e cattive tecniche di igiene orale, o la carenza di acido folico potrebbero aumentarne la severità.

Occorre, poi, anche specificare che alcuni piccoli accorgimenti quotidiani possono aiutare a ridurre drasticamente il rischio di sviluppare l’iperplasia gengivale. Dunque, nella terapia per l’iperplasia gengivale, è bene ricordarsi di lavare i denti almeno 2 volte al giorno, utilizzare il filo interdentale per rimuovere possibili residui di farmaci pericolosi e utilizzare i collutori antiplacca per spazzare via tutti i residui batterici.

Qualora i disturbi abbiano un’intensità lieve, tali interventi potrebbero bastare per curare l’iperplasia. Nelle forme più gravi potrebbero essere richiesti interventi chirurgici sulla gengiva o sul dente, come abbiamo già detto. Il medico potrebbe anche prendere in considerazione l’idea di utilizzare la tecnologia laser per ridurre la massa gengivale.

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