cause alitosi

Le cause dell’alito cattivo

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L’alitosi è un problema che affligge un soggetto su due, e può diventare comprensibilmente fonte di stress e di calo dell’autostima perché ha un impatto sociale rilevante, con ripercussioni sulla vita lavorativa e su quella privata. Ma oltre che per la componente emotiva, l’alitosi non va sottovalutata perché può essere espressione di malattie complesse e nascoste. Ogni problema, prima di poter essere risolto efficacemente, va analizzato nelle sue cause. Nel caso dell’alito cattivo le cause possono essere innumerevoli, per questo il vostro dentista potrebbe non consigliarvi semplicemente un collutorio, ma potrebbe voler intervenire anche sulla vostra quotidianità correggendo, dove possibile, abitudini viziate e comportamenti alimentari scorretti.

Cominciamo subito con la causa più transitoria di alito cattivo cioè l’alitosi fisiologica. Questa forma è la più rapidamente risolvibile poiché è direttamente collegata ai cibi consumati e tende a sparire nel giro di una spazzolata con dentifricio alla menta (una chewing-gum o uno sciacquo con collutorio possono non bastare).

Questa forma si correla all’assunzione dei seguenti cibi:

  • Cipolla, aglio, uova, molluschi, cavoli e crostacei, peperoni, alimenti speziati, perché contengono molto zolfo e quindi solfuri;

  • Latticini, formaggi (gorgonzola da evitare assolutamente), carne e pesce, perchè se non rimossi da bocca e denti prontamente sprigionano gas sulfurei;

  • Condimenti grassi: burro, strutto e oli vari perché rallentano la digestione;

  • Alcolici e superalcolici, per la capacità dell’alcol di diffondersi in circolo e di liberarsi attraverso il respiro;

  • Cibi dolci e bevande zuccherate perché, se consumati tra un pasto e l’altro, senza essere rimossi con una buona pulizia, lasciano residui che vengono sfruttati dai batteri per proliferare.

Di ben più difficile approccio è invece l’alitosi patologica orale che riconosce problematiche odontoiatriche come cause scatenanti. In questo caso sarà necessario ricorrere al proprio amato/odiato dentista di fiducia per ottenere dei risultati.

Questa è associata a:

• Accumulo di residui alimentari e cattiva igiene orale

Gengivite

Parodontite

• Pericoronarite (infiammazione soprattuto a carico dei denti del giudizio)

• Alveolite secca

• Ulcere orali

• Salivazione ridotta

• Carcinoma orale

• Infezioni batteriche del cavo orale

I batteri orali più frequentemente associati all’alito cattivo sono i Gram negativi. Parliamo di Treponema denticola, Porphyromonas gingivalis, Prevotella intermedia, Tannerella forsythensis e Fusobacterium nucleatum (nomi che ai più non diranno nulla ma che per un dentista significa il trovarsi di fronte le forze speciali dell’esercito batterico, quelli che, per intenderci, causano la parodontite).

Uno sciacquo non basta!

Queste popolazioni batteriche si riscontrano soprattutto in quei pazienti che hanno una cattiva igiene orale e che non ricorrono alla pulizia dentale dall’odontoiatra, accumulando placca e tartaro sulle gengive . La presenza di carie e di eventuali restauri incongrui può ulteriormente complicare il quadro. In pochi sanno però che il più delle volte l’alito pesante sia dovuto all’accumulo di detriti sulla lingua. Sulla lingua infatti si accumulano ogni giorno cellule epiteliali desquamate, residui alimentari, cellule del sangue e ovviamente anche i nostri odiati batteri. La sede di accumulo “preferita” è la porzione posteriore del dorso linguale ed è proprio questa sede che raccomandiamo sempre di detergere bene con uno spazzolino morbido, perché va pulita al pari di denti e gengive.

L’igiene orale va presa sul serio, sia a casa che dal dentista.

Si comincia fin dal mattino, dopo la colazione, e non prima come fanno molti, lasciando tutti i residui di biscotti e marmellate varie tra i denti! Bisognerebbe lavare i denti anche dopo pranzo (attività lavorativa permettendo) , ma soprattutto la sera, improrogabilmente prima di andare a letto. Di notte i batteri agiscono più indisturbati, al riparo dai movimenti di auto-detersione della lingua e di auto-risciaquo della saliva, perciò occorre eliminare più residui alimentari che si può!

Durante queste operazioni di spazzolamento non bisogna quindi trascurare la lingua che con la sua superficie irregolare è molto accogliente per i batteri. Ovviamente si deve massaggiare delicatamente, cercando di arrivare più in fondo possibile cioè dove maggiormente prosperano, senza però applicare forze eccessive, né spingersi troppo in fondo (le tonsille non vanno spazzolate insomma) altrimenti si rischia di stimolare il riflesso del vomito.

L’alitosi patologica può anche essere generale riconoscendo quindi delle cause sistemiche collegate a organi diversi dal cavo orale.

Patologie del sistema respiratorio (cause più frequenti di alitosi nei bambini piccoli):

  • Sinusiti

  • Tonsilliti

  • Bronchiectasie

  • Infezioni polmonari

Patologie gastro-intestinali:

  • Infezione gastronintestinale da Helicobacter pilori

  • Diverticoli faringo-esofagei

  • Reflusso gastroesofageo

  • Stenosi pilorica

  • Ostruzione duodenale

Patologie generali:

  • Febbre

  • Epatite

  • Problemi renali

  • Diabete

  • Chetoacidosi diabetica

  • Leucemia

Capitolo a se stante è quello riguardante le abitudini voluttuarie come il consumo di super alcolici e il tabagismo. Questi due fattori sono i principali responsabili dell’alitosi tra i giovanissimi, che bevono e fumano con sempre maggiore precocità e frequenza. Come già accennato precedentemente, tutti i superalcolici diffondono rapidamente attraversando l’intestino, raggiungendo il circolo ematico e liberando odori sgradevoli attraverso i polmoni e il respiro. L’alcol, soprattutto quando particolarmente concentrato nelle bevande più forti, è inoltre responsabile della disidratazione di lingua e mucose, esacerbando ulteriormente i cattivi odori. Anche il fumo agisce direttamente su apparato respiratorio e mucose orali, rendendo l’alito pesante e impregnando anche mani, capelli e viso di cattivo odore, tutte cose che possono allontanare il/la compagno/a di corso che vi piace.

Consiglio per ragazzi e ragazze: Alcol e Fumo non rendono “attraenti” ma maleodoranti!

Esistono alcune molecole specifiche, contenute in alimenti e farmaci, in grado di causare alitosi in soggetti sani e con una buona igiene orale. Si tratta di:

  • Nitriti e nitrati (conservanti nelle carni)

  • Anfetamine

  • Disulfiram (usato nella terapia dell’alcolismo)

  • Fenotiazine (antipsicotici e antistaminici)

Quando l’alitosi non sembra essere originata da cause evidenti che riguardino direttamente l’organismo, essa potrebbe risultare correlata ad una situazione di stress. Secondo uno studio preliminare, condotto su soggetti giovani ed in salute con una buona igiene orale, lo stress (come anche il ciclo mestruale nelle donne) potrebbe contribuire alla formazione di composti volatili all’interno della bocca, causando alito cattivo.

Esiste un’ultima forma di alitosi definita pseudoalitosi. Quest’ultima viene percepita solo dai pazienti “alitofobici” e non è correlabile ad un reale alito pesante ma solo ad un’alterata percezione di esso da parte del soggetto. In tutta onestà, non si sa quale delle due versioni sia più difficile da affrontare e questo perché, nonostante le infinite rassicurazioni, i pazienti con pseudoalitosi continuano ad avere la convinzione che tutti coloro i quali gli stanno attorno li evitino per colpa del loro alito “pseudocattivo”. In tal caso è più utile che il dentista rassicuri circa l’infondatezza del problema e al massimo consigli un collutorio rinfrescante ma non aggressivo, più per aumentare la sicurezza del paziente che la freschezza dell’alito.

Adesso che sappiamo per filo e per segno tutte le cause dell’alitosi, siamo pronti a scoprirne i rimedi, naturali e non, nel nostro prossimo articolo.

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