Impianti dentali: vantaggi, rischi e controindicazioni dell’intervento

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Gli impianti dentali sono radici artificiali di diverso materiale che vengono inseriti all’interno delle ossa mascellari in seguito alla perdita di uno o più denti o alla loro agenesia (mancanza congenita dei denti) per sostituirli.

Sono fabbricati con diversi materiali ma il titanio è ad oggi l’unico universalmente accettato e utilizzato nella stragrande maggioranza dei casi.

Rispetto al classico ponte dentale che prevede la preparazione dei denti vicini, l’impianto dentale, seppur leggermente più costoso, sostituisce il dente mancante senza sacrificare la struttura di questi ultimi. Quindi per intenderci con l’impianto dentale non è necessario limare i denti.

La mancanza di uno o più denti può essere ricondotta a diverse cause:

Impianti dentali: Quando sono indicati?Il variare dell’alimentazione nel corso degli anni ha portato ad una variazione della causa principale della perdita dei denti. In passato venivano persi soprattutto a causa di traumi, oggi è soprattutto l’alimentazione più ricca di zuccheri raffinati e cibi che non permettono una adeguata autodetersione degli elementi dentari, che va a causare la loro perdita nel corso della vita.

In seguito alla perdita di uno o più denti è necessario comprendere quale è il metodo più adeguato per sostituirli.

Le opzioni di trattamento dell’edentulismo possono essere, infatti, varie:

  • protesi parziali rimovibili
  • ponti sostenuti da denti
  • denti sostenuti da impianti dentali

Alternative all'impiantoPer decidere quali di queste è più adatta alla condizione del paziente devono essere valutati una serie di fattori, come: la salute orale e generale del paziente, la sua età, le condizioni degli altri elementi presenti nel cavo orale e di eventuali parodontopatie a loro carico, ma anche la predisposizione e la volontà del paziente a sottoporsi ad un intervento chirurgico e il costo economico del trattamento.

L’intervento di implantologia dentaria: posizionamento degli impianti dentali

La metodica di sostituzione degli elementi dentari tramite impianti dentali permette di andare a sostituire la radice del dente naturale con impianti osteointegrati a cui verrà collegato un dente artificiale per andare a ripristinare la funzione e l’estetica dell’elemento mancante.

Già intorno agli anni Cinquanta Branemark, chirurgo ortopedico svedese, condusse degli studi in cui evidenziò come il titanio riuscisse ad integrarsi perfettamente con l’osso.

Branemark indicò, come requisiti fondamentali nell’implantologia, la tecnica chirurgica atraumatica con il massimo rispetto dei tessuti, una fase di guarigione dove gli impianti non devono essere caricati (devono essere tenuti cioè lontano dalla masticazione) e tutti i fattori che rischiano di infettarli devono essere eliminati.

Da Branemark ad oggi l’implantologia ha fatto enormi passi avanti permettendo di fare riabilitazioni protesiche eccellenti esteticamente e durature

Frese iimpianti

Frese di diametro crescente per preparare l’osso a ricevere l’impianto

nel tempo. Gradualmente, infatti, si è cercato sempre più di affiancare ad un perfetto ripristino masticatorio un’estetica ideale.

Anche l’impossibilità di effettuare un carico immediato è stata messa in discussione ed oggi in alcune condizioni è possibile per il paziente cominciare a mangiare in tempi brevissimi.

Le metodiche implantari prevedono l’uso di una sequenza di frese che in maniera crescente preparano in modo del tutto atraumatico il sito di inserzione dell’impianto.

La procedura prevede, dopo somministrazione di anestetico, l’utilizzo di una fresa pilota che segna l’ingresso delle successive che progressivamente creano lo spazio per l’impianto scelto.

Impianti dentali: Come si esegue l'intervento

In seguito all’inserimento dell’impianto si andranno ad innescare dei processi biologici a carico dell’osso che porteranno alla formazione di nuovo osso attorno all’impianto; inizialmente si avrà la formazione del coagulo e l’accumulo  di cellule infiammatorie e mesenchimali attorno all’impianto, successivamente si faranno strada delle cellule particolari chiamate osteoblasti, che sono i responsabili della formazione di osso.

Dapprima l’osso neoformato costituirà una rete che assicura la stabilità dell’impianto, in una seconda fase quest’osso diventerà lamellare e garantirà la persistenza dell’impianto all’interno dell’osso stesso.

Controindicazioni al trattamento implantare

Le controindicazioni alla chirurgia implantare sono uguali a quelle di qualsiasi altro intervento chirurgico. In particolare possiamo elencare controindicazioni assolute e relative al trattamento implantare. Le controindicazioni relative fanno riferimento a dei fattori di rischio che tenuti sotto controllo non pregiudicano la riuscita dell’intervento.

Controindicazioni assolute:

  • Immunodeficienze. (es. hiv – fase clinica della malattia)
  • Cirrosi epatica
  • Insufficienza renale
  • Gravi disturbi psicologici.
  • Malattie neurologiche gravi (ictus, morbo di Parkinson, morbo di Alzheimer)
  • Neoplasie in atto e pazienti in chemioterapia o sottoposti a terapia radiante nei tre mesi prima dell’intervento di Implantologia dentale.
  • Diabete non controllato
  • Infarto nei precedenti 6 mesi
  • Bifosfonati per via sistemica

Controindicazioni relative:

  • Diabete grave, controllato con difficoltà anche con l’uso di farmaci.
  • Malattie autoimmunitarie
  • Malattie cardiache, storia di endocardite o di valvulopatie. E’ una condizione questa di attenzione in cui bisogna affidarsi ad una profilassi antibiotica prima e dopo l’intervento
  • Disturbi della coagulazione
  • Patologie delle mucose orali

 

Impianti dentali a carico immediato

Impianti a carico immediatoL’implantologia a carico immediato ha avuto inizio intorno alla metà degli anni 80’ quando Babbush pubblicò incoraggianti risultati di protesizzazione immediata in impianti senza essere minimamente pregiudicata l’osteointegrazione.

Per implantologia a carico immediato si intende la funzionalizzazione nelle 48 ore dell’impianto con l’inserimento della struttura protesica provvisoria passiva, senza intaccare la stabilità primaria e l’osteointegrazione degli impianti. In poche parole gli impianti ricevono da subito una protesi provvisoria che può permettere le normali funzioni masticatorie.

La differenza tra carico immediato e carico precoce è data dai tempi di funzionalizzazione degli impianti, infatti nel primo caso deve essere fatta entro 24 ore, se invece viene fatta tra il secondo e il ventesimo giorno si parla di carico precoce.

Video implantologia a carico immediato

Il protocollo classico con la protesizzazione degli impianti dopo il terzo mese rimane quello più predicibile e con più basso tasso di fallimento per avere una stabilità meccanica e istologica e un risultato duraturo a lungo termine; infatti un’eccessiva sollecitazione potrebbe determinare un danneggiamento dei tessuti adiacenti fondamentali nel processo di guarigione, con la distruzione dei tessuti vascolari.

Il periodo critico e di maggior rischio di fallimento è tra la terza e la sesta settimana, quando avviene il rimodellamento osseo. Il vantaggio del carico immediato è dato dal comfort per il paziente di avere una protesi già entro le 48 ore, influenzando positivamente la sfera emotiva del paziente. Tra gli svantaggi naturalmente abbiamo la complessa organizzazione e programmazione della funzionalizzazione degli impianti, la lunghezza della seduta e un leggero aumento dei costi.

Implantologia computer guidata

implantologia computer guidataL’innovazione continua nella chirurgia implantare ha portato tramite l’implantologia computer guidata ad una mini invasività chirurgica tramite una pianificazione e l’inserimento degli impianti dentali in maniera semplice e prevedibile. Infatti, tramite la tac computerizzata è possibile studiare in tre dimensioni tutta l’anatomia delle ossa mascellari in cui saranno inseriti gli impianti, andando a progettare, tramite un programma, il numero, il tipo e la posizione degli impianti, escludendo qualsiasi evenienza negativa come l’andare a ledere strutture anatomiche, nervose o vascolari adiacenti alla sede di posizionamento degli impianti, e rendendo anche l’intervento meno invasivo, poiché si può evitare l’incisione della gengiva a favore della tecnica “Flap less”, e minimizzando anche i tempi dell’intervento. Tra gli  svantaggi abbiamo lunghe procedure pre-chirurgiche per la creazione della dima chirurgica personalizzata, una notevole formazione richiesta agli operatori per l’utilizzo del software e l’elevato costo, che rappresentano dei limiti per questo tipo di chirurgia implantare.

Mini impianti dentali

mini impianti dentaliI mini impianti dentali, come dice la parola stessa, sono degli impianti di diametro molto ridotto, sempre in lega di titanio biocompatibile, che permettono di essere utilizzati in individui con spessore osseo limitato. Il loro posizionamento avviene tramite procedure minimamente invasive, infatti, solitamente, dopo aver fatto un piccolo foro pilota gli impianti vengono posizionati in esso e tramite il loro design automaschiante vengono inseriti nell’osso per tutta la loro lunghezza, offrendo nella maggior parte dei casi una stabilità primaria elevata che permette, soprattutto nel mascellare inferiore, di effettuare il carico immediato; in alcuni casi è anche possibile praticare una procedura transgengivale, cioè senza la necessità di incidere lembi, e quindi riducendo al minimo i disagi post-operatori.

I mini impianti dentali hanno tre indicazioni:

  • stabilizzazione a lungo termine di protesi totali
  • stabilizzazione a lungo termine di protesi parziali
  • fissaggio a lungo termine di piccoli ponti.

Poiché l’intera procedura chirurgica richiede un numero inferiore di passaggi rispetto alla procedura di inserzione degli impianti tradizionali, la seduta chirurgica avrà un tempo molto limitato aumentando, di conseguenza, il comfort per il paziente. Inoltre i paziente che sono già in possesso di una protesi mobile, con l’inserimento dei mini impianti dentali, questa potrà, in molti casi, essere adattata e bloccata su di essi permettendo al paziente di non cambiare quindi la sua protesi e riducendo ancora di più i costi che già con questa procedura sono di per se contenuti.

Implantologia all on four®

All-on-fourL’implantologia All on four®  è una procedura medica chirurgica e protesica. Il concetto è stato sviluppato nel 1990 attraverso studi finanziati dalla Nobel Biocare in collaborazione con il dentista portoghese Paulo Malo. Consiste nell’applicazione di una protesi fissa caricata su quattro impianti inseriti nel mascellare anteriore, dove la densità ossea è maggiore, consentendo così un alto tasso di successo anche grazie ad impianti dentali obliqui che meglio distribuiscono le forze masticatorie. I quattro impianti a carico immediato supportano una protesi fissa con 12 0 14 denti; posta il giorno stesso dell’intervento.

Varianti dell'implantologia tradizionale

Materiali da innesto utilizzati in implantologia dentale

Nell’implantologia dentaria vengono utilizzati esclusivamente i materiali alloplastici (Metalli, ceramiche, resine).

I vantaggi di questi materiali stanno nella disponibilità quasi illimitata, nell’assenza di problemi legati al prelievo e nel fatto che le loro caratteristiche migliorano continuamente.

Lo svantaggio principale sta nei problemi di biocompatibilità legati alle reazioni che un corpo estraneo può provocare all’interno di un organismo: Si avvia un processo che tende a escludere il corpo estraneo tramite incapsulamento mediante tessuto connettivo o osseo. Il contatto tra impianto e osso peri-implantare determina nell’implantologia dentaria una particolare reazione da corpo estraneo (reazione desiderata).

I materiali alloplastici si dividono in:

  • Metalli: Sono di gran lunga i materiali più impiegati nell’implantologia osteointegrata in quanto riescono grazie alla loro resistenza ed elasticità a sopportare le forze che si sviluppano con la masticazione.
  • Ceramiche: sono utilizzate nell’implantologia endoossea soprattutto le ceramiche di ossido di alluminio e quelle di fosfato di calcio. Queste ultime partecipano anche ai processi del metabolismo osseo (ceramiche bioattive).

Di seguito il video di un intervento di rialzo di seno mascellare, tecnica utile in caso di scarsa altezza d’osso in zona molare dell’arcata mascellare.

Impianto dentale: durata

Gli impianti sono realizzati in materiali eccezionalmente forti e sono progettati per resistere a forze masticatorie calcolate con un ampio margine di sicurezza. Tuttavia, per quanto raro, è possibile che gli impianti si possano rompere, in ogni caso i problemi connessi agli impianti dentali derivano sopra tutto dalla perdita dei tessuti che li circondano. Ci sono tre condizioni che possono portare alla perdita di tessuto: le condizioni locali (problemi come la parodontite), le condizioni sistemiche (qualsiasi patologia che possa danneggiare i tessuti di sostegno dell’impianto dentale), sovraccarico dell’impianto.

 

Domande frequenti

L’implantologia ha dei rischi?

L’inserimento endo-osseo degli impianti non deve essere inteso come un semplice atto tecnico di inserimento dell’impianto nei mascellari ma un vero e proprio intervento chirurgico ed essendo tale presenta dei rischi.

Naturalmente prima di procedere con l’intervento devono essere sempre ben valutate le condizioni di salute generale dell’individuo e la situazione locale dove dovrà essere inserito l’impianto (sia radiograficamente che con un’accurata visita specialistica del cavo orale).

I rischi più comuni in un intervento implantare sono dati dal sanguinamento post-operatorio, eventuale dolore, gonfiore, ematoma, infezioni, o, se ci si avvicina molto al nervo durante l’inserimento dell’impianto, eventuali formicolii alla gengiva che si potrebbero protrarre per alcune settimane.

E’ necessario sostituire gli elementi dentari mancanti?

Quando si perdono degli elementi dentari è essenziale sostituirli, e farlo nel più breve tempo possibile. In molti casi, se si tratta di denti che sono situati posteriormente, il paziente non vedendo la necessità estetica, pensa che non sia necessario sostituirli, sottovalutando però la loro funzionalità. In realtà, la perdita di uno o più elementi dentari, crea nella bocca numerosi spostamenti di altri denti che per continuare a garantire una adeguata masticazione, cercano un continuo contatto fra loro; tutto ciò andrà a determinare un’inclinazione dei denti adiacenti al dente perso, mentre i denti dell’arcata opposta che erano a contatto con esso estruderanno, cioè andranno o verso l’alto o verso il basso, allungandosi. Tutto ciò andrà a determinare una modificazione del piano occlusale con danni alla masticazione e all’articolazione temporo- mandibolare, che potranno con il tempo dare mal di schiena, dolori al collo e mal di testa.

Vi può essere un rigetto degli impianti dentali?

No, non esiste il rigetto degli impianti dentali. Per rigetto, infatti, si intende la reazione del sistema immunitario verso qualcosa non riconosciuta dall’organismo come proprio, e quindi, identificandolo come estraneo, lo attacca; questo può avvenire verso organi, tessuti o elementi inorganici. Gli impianti dentali sono realizzati in titanio completamente biocompatibile, con elevata purezza e con superficie completamente decontaminata.

La causa principale della mancata integrazione ossea degli impianti dentali è data dall’infezione batterica dei tessuti molli e duri intorno all’impianto che può essere dovuta a:

  • Preparazione inadeguata del paziente all’intervento
  • Intervento chirurgico non sterile
  • Inadeguata profilassi antibiotica e antisettica del paziente dopo l’interevento, con scarsa igiene domiciliare
  • Scarso mantenimento igienico professionale nel tempo

La causa batterica, però, non è la sola, infatti vi sono delle cause secondarie che portano alla mancata osteointegrazione degli impianti, come:

  • fumo di sigaretta
  • inadeguata regolazione dell’occlusione
  • uso di bifosfonati: farmaci per osteoporosi e chemioterapici che interferiscono con la guarigione deell’osso

Oggi gli impianti sono resistenti e durevoli, offrendo una soluzione a lungo termine al problema dell’edentulia. Nonostante ciò però, da studi scientifici, si evidenzia come normalmente vi è una piccola percentuale di insuccesso, e quindi una mancata osteoitegrazione dell’impianto, che va dal 3% al 5% per il mascellare inferiore e raggiunge quasi il 10% per il mascellare superiore.

Impianti dentali in zirconio: esistono altri materiali per fabbricare gli impianti oltre al titanio? Che tipi di impianti dentali sono disponibili in commercio?

Lo zirconio è una ceramica con spiccate caratteristiche di biocompatibilità che sta trovando largo riscontro in odontoiatria e recentemente sono stati proposti modelli di impianti dentali in zirconio immaginiimpianti dentali in zirconio. Tuttavia bisogna precisare che ad oggi il titanio risulta essere il materiale d’elezione in implantologia essendo stato testato negli anni in misura enormemente maggiore rispetto a tutti gli altri materiali. Tra le ceramiche sta ricevendo attenzione da parte dei ricercatori anche l’ossido di alluminio come materiale per gli impianti dentali. Sono stati ritenuti non validi invece i materiali compositi per la fabbricazione di componenti implantari endossei.

Quanto dura un intervento di implantologia dentale?

La durata dell’intervento per l’inserimento di impianti dentali varia generalmente dai 30 minuti per un impianto singolo in presenza adeguata di osso alle tre quattro ore per l’inserimento di più impianti che richiedono tecniche di rigenerazione o innesti ossei.

L’inserimento di impianti dentali comporta dolore?

Come la maggior parte degli interventi in odontoiatria è previsto anche nel caso dell’implantologia l’uso di anestetico locale (articaina, lidocaina, mepivacaina) che mantiene la zona dell’intervento anestetizzata per qualche ora. In caso di pazienti odontofobici può essere fatto uso di farmaci come il protossido di azoto o analoghi per indurre la sedazione cosciente: uno stato in cui il paziente abbandona lo stato di allerta dettato dalla paura dell’intervento e riesce comunque a rimanere cosciente e collaborante. Il dolore postoperatorio in genere non è superiore, eccetto complicanze, a quello di una qualsiasi estrazione e non arreca nella maggior parte dei casi un reale disagio.

Il dolore che si presenta invece a distanza di qualche tempo se di tipo funzionale, come ad esempio dolore alla masticazione nella zona dell’impianto o dolore alla gengiva, potrebbe essere sintomo di una non osteointegrazione avvenuta o accumulo di placca che provoca un infiammazione e sarebbe il caso di procedere ad accertamenti ulteriori presso lo studio dentistico di riferimento.

Si può inserire un impianto dentale subito dopo l’estrazione di un dente?

In condizioni favorevoli e in assenza di infezioni e con osso sufficiente e possibile inserire un impianto dentale subito dopo l’estrazione di un dente. In questi casi di parla di impianto postestrattivo ed è di fondamentale importanza che l’impianto sia stabile sin da subito all’interno della compagine ossea, se è mobile infatti le probabilità di osteointegrazione si riducono considerevolmente.

Il posizionamento implantare immediato offre diversi vantaggi sia per il professionista sia per il paziente. L’eliminazione del tempo di attesa, dopo l’estrazione dentale, per la guarigione primaria dei tessuti molli e la rigenerazione delle strutture ossee riducono i tempi complessivi di trattamento.

Impianti dentali e diabete: il paziente diabetico si può sottoporre all’implantologia?

Il trattamento implantare nel diabetico necessita di una notevole attenzione. L’alterato metabolismo del glucosio potrebbe interferire con i processi di guarigione della ferita implantare. Pertanto è necessario monitorare i livelli di glucosio nel sangue prima durante e dopo l’intervento. Tuttavia il diabete non può essere considerato come una controindicazione assoluta all’intervento chirurgico qualora adeguatamente tenuto sotto controllo.

Dopo l’intervento è normale il gonfiore? Quanto dura?

Il possibile gonfiore causato dall’inserimento degli impianti dentali è un’evenienza comune e non deve destare preoccupazione. In genere l’entità del gonfiore è massima il giorno successivo all’intervento e diminuisce rapidamente nei giorni seguenti.

 

 

 

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Comments 7

  1. Un impianto dentale può essere qualcosa di terrificante per un paziente impressionabile. La paura del dolore rispetto all’impianto dentale, rientra nei disturbi legati all’odontofobia, cioè l paura del dentista in generale. Per superarlo occorre stabilire da subito un rapporto di fiducia con il dentista e soprattutto fare un buon lavoro su di sé, per crescere in consapevolezza. È una cosa molto seria.

  2. Salve a tutti. I primi giorni del mese di agosto 2013 ho iniziato questo percorso dentistico degli “impianti”. Ci sono arrivata dopo un lungo e ponderato colloquio con il mio dentista di fiducia nonché di famiglia. Dal mio lato sx superiore aveva “smesso di vivere” un ponte (realizzato da altro dentista). Ciò rientrava nella norma dell’usura nel tempo (oltre che ad un lavoro fatto malissimo). Per chiudere un dente me ne avevano rovinati 3. Quello centrale era dapprima stato devitalizzato, poi, x usura, si era frantumato pezzo x pezzo – anche se x arrivare a questo punto ci sono voluti 10 anni – uno dei 3 denti era diventato come una galleria (un dente sano con un traforo) x reggere il ponte e un altro, pur esso devitalizzato, caduto un briciole. Ero stanca. Per rifare il ponte ci volevano sicuramente meno soldi ma …. a quasi 50 anni poi mi sarei ritrovata tra 10 anni o anche meno con lo stesso problema. Quindi mi sono messa la mano sul cuore e l’altra sul portafogli ed ho affrontato GLI IMPIANTI. Il 25 settembre 2015, dopo due anni e due mesi circa abbiamo concluso il lavoro. Le mie gengive si sono un po’ ritirate, il mio sorriso è quasi perfetto ed il mio portafogli … “vuoto” !!! Però a 52 anni non si può aprire la bocca e vedere orribili buchi. Quanto durerà ??? Spero parecchio e comunque spero di non morire troppo presto in modo da ammortizzarne il costo… saluti a tutti. Carla.

    1. Sei simpaticissima! Io ho fatto due impianti giovedì scorso, purtroppo ho molto dolore, comparso a distanza di due giorni, tanto che oggi il dentista con un po’ di anestesia ha infiltrato un antiinfiammatorio direttamente nel nervo, infatti il dolore non è nella sede dell’impianto, ma prende la zona occhio-naso.tutto l’osso superiore insomma. Ovviamente continuo gli antibiotici, e spero che in pochi giorni la situazione migliori. Fra 3-4 mesi metteremo le corone, è la prima volta quindi non so bene come funzioni la faccenda! Grazie della garbata ironia con cui ti sei raccontata! Un caro saluto.

  3. Salve io ho fatto un impianto venerdì 10 giugno 2016 tutto bene sono una tipa coraggiosa però il giorno dopo avevo la faccia gonfia e dolorante oggi è il terzo giorno e ho dolore continuo grazie a dosi continue di antinfiammatori riesco a gestire la giornata speriamo passi presto

  4. Buonasera, mi sento di lasciare un mio commento , circa sei mesi fa a causa di un incidente stradale mi sono dovuta sottoporre all’inserimento di 4 impianti tecnica chiamata all-on-4 ma purtroppo 3 dei 4 impianti inseriti non sono andati a buon fine a causa del poco osso che mi ritrovo, a settembre dovro’ subire un intervento di innesto osseo su tutta l’arcata superiore per poi in un secondo momento quindi a guarigionegengivale avvenuto rimettere nuovamente i tre impianti da dire tutto in sedazione cosciente per finalmente arrivare ad una fine con una bella ” spero ” dentatura in ceramica……sono terrorizzata da ques’intervento di innesto osseo, qualcuno di voi si e sottoposto ad un intervento simile ?
    e se si e’ doloroso ?
    Grazie

  5. sabato 23 luglio ho fatto l’impianto ma non ho avuto almeno fino adesso ,nessun dolore ,a parte il gonfiore del viso ma ho risolto tutto con impacchi di ghiaccio adesso è quasi tutto normale speriamo bene

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