sintomi della parodontite

Tutti i sintomi della parodontite

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La malattia parodontale è un processo infiammatorio cronico ad evoluzione ciclica provocata primariamente da un accumulo di placca nel solco gengivale, la quale determina una perdita progressiva dei tessuti che vengono denominati globalmente parodontali e sono gengiva, cemento, legamento parodontale e alveolo osseo.

La parodontite ha immediatamente dopo la carie la maggiore incidenza nella patologia della cavità orale, è bene quindi saper riconoscere i sintomi che la rappresentano per poter prendere le dovute attenzioni.

Il danno che questa problematica se tralasciata va a creare a carico del nostro apparato masticatorio è ben più grave del danno che può provocare una lesione o addirittura più lesioni cariose, questo per evidenziare l’importanza che ha questa patologia in campo odontoiatrico.

La parodontite registra una prevalenza che aumenta con l’età, circa il 6% si riscontra nei ventenni, si sale al 15% verso i 30 anni con un incremento sino al 55% intorno ai 70 anni di età.

Alcuni fattori determinanti si possono riassumere brevemente in:

  • Fattore batterico: placca muco-batterica, cioè un aggregato di batteri ed altra matrice che con la loro attività metabolica vanno a ledere i tessuti a contatto.
  • La placca se mineralizzata si evolverà in tartaro.
  • La carie.
  • Terapie odontoiatriche scorrette di tipo conservativo o protesico, come modellazione anatomica scorretta o difetti del punto di contatto.

La parodontite da accumulo di placca, tra l’altro la più comune che si riscontra, si identifica poiché è un’infezione di matrice batterica.

L’inizio di questa lesione di tipo infiammatoria si riconosce dapprima con la formazione di una placca batterica sotto gengivale che se non controllata andrà a determinare progressivamente la formazione della cosiddetta tasca gengivale, cioè un accumulo di batteri che si insinuano nel solco gengivale, tra la gengiva e il dente causando notevoli problemi per la salute del parodonto.

Le lesioni infiammatorie del parodonto hanno la tendenza in assenza di interventi terapeutici adatti e soprattutto in portatori di malattie sistemiche come i diabetici a cronicizzare, con la progressiva ed estesa distruzione dei tessuti di supporto del dente e delle relative strutture di ancoraggio, con la conseguente possibile perdita strutturale dell’elemento.

Ma come possiamo riconoscere questa patologia, con quali sintomi si presenta?

Il decorso nella maggior parte dei casi ha inizio con la comparsa di gengivite (infiammazione) che è riconoscibile da segni e sintomi tipici che sono confinati al tessuto gengivale, quindi il parodonto in questa fase non viene ancora interessato.

È bene ricordare che la gengivite non evolve obbligatoriamente in parodontite, né la parodontite è sempre preceduta da gengivite clinicamente evidente.

Sintomo e causa principale della maggior parte dei casi che si sviluppano in parodontite è la presenza di placca batterica, visivamente evidente, ruvida al passaggio della lingua e di colore bianco-giallognolo che può anche andare incontro a pigmentazione e a calcificazione con la conseguente formazione di tartaro.

È presente infiammazione acuta del tessuto ma non si rileva nessuna perdita di attacco del parodonto.

Le alterazioni possono essere localizzate o generalizzate a seconda della sede colpita.

Le alterazioni della gengiva riguardano:

 

  • il colore che da rosa-corallo caratteristico passa a rosso.
  • Le dimensioni si registrano con un aumento di volume.
  • La forma subisce una variazione anormale.
  • La consistenza è molle.
  • C’è tendenza al sanguinamento.
  • Si innalza il parametro della temperatura a livello del solco gengivale.
  • Infiammazione acuta del tessuto
  • Stato edematoso per via della vasodilatazione dei vasi sanguigni

La sintomatologia riguardante l’infiammazione gengivale viene accentuata da variazioni endocrine come durante la pubertà, la gravidanza e la menopausa.

Anche la respirazione orale, determinando disidratazione dei denti, soprattutto degli elementi dentari anteriori, va ad accentuare i fenomeni infiammatori.

I respiratori orali, intesi come i soggetti che respirano tramite la bocca, si identificano infatti dai sintomi riguardanti flogosi gengivale di tipo ipertrofico localizzata al settore anteriore fino alla rima labiale, sede propria del passaggio dell’aria.

Questi elencati sono tutti sintomi e alterazioni normalmente reversibili, cioè si può ritornare alla condizione iniziale se eliminati i fattori causali con il giusto approccio terapeutico.

Il decorso della malattia parodontale è suddivisa in stadi che si susseguono cronologicamente.

Il primo stadio tratta della lesione iniziale che è caratterizzata dal fenomeno dell’infiammazione acuta dove si rende evidente il tessuto gengivale edematoso, con vasodilatazione, generalmente sanguinante soprattutto allo spazzolamento.

Con il tempo la lesione tende a cronicizzare stabilizzandosi in gengivite cronica, si nota iperplasia fibrosa del tessuto gengivale, cioè una crescita in volume del tessuto che appare quindi gonfio ma ancora non si presenta la formazione della tasca gengivale poiché l’attacco della gengiva al dente non è stato ancora compromesso.

La presenza della gengivite può rimanere stabile anche per diverso tempo.

La lesione inziale, quando progredisce, determina l’insorgenza della parodontite che si esprime nei suoi sintomi e processi di degradazione:

viene intaccato il margine di adesione gengivo-dentale a livello della giunzione amelo-cementizia e con il proseguire della lisi connettivale, si crea una tasca, sintomo tipico della malattia parodontale, che cresce progressivamente in direzione apicale avvicinandosi all’alveolo osseo che accoglie il dente, determinando distruzione dei tessuti parodontali e riassorbimento del tessuto osseo.

Si nota visivamente un distacco nell’ordine dei millimetri della gengiva dalla superficie dentale, informazione che viene appresa precisamente con l’utilizzo della sonda parodontale.

Tramite l’utilizzo di quest’ultima, si nota che la distruzione dei tessuti connettivali del parodonto procede più velocemente della distruzione marginale della gengiva (esterna), questo spiega la formazione della tasca.

Si possono classificare diverse tipologie di parodontite e si possono riconoscere dai diversi sintomi e caratteristiche:

Se i sintomi della parodontite compaiono durante la gravidanza è solito ritrovarsi con gengive infiammate con sanguinamento evidente al sondaggio parodontale, la patologia in questo caso può essere arginata mantenendo una buona igiene orale.

I sintomi, soprattutto la flogosi si accentua con il progredire della gestazione, successivamente al parto si evidenza una riduzione e regressione generale della sintomatologia.

Stati patologici come il diabete, per via di uno scarso controllo metabolico, determinano sintomatologicamente nel soggetto una diminuzione della salivazione, bruciori nella cavità orale, sulla lingua e perdita di attacco parodontale dei denti. Presentano inoltre una maggiore difficoltà alla guarigione di lesioni orali.

Anche il fumo ha una relazione con la malattia parodontale. I soggetti fumatori sono generalmente più colpiti da questa patologia a parità di igiene della bocca in confronto a un non fumatore.

I sintomi si presentano con aumento del sondaggio e un numero maggiore di tasche, la placca molte volte assume un colore più scuro causa dei depositi derivanti dal fumo, si verifica una perdita maggiore di osso alveolare e conseguentemente rischio di perdita di denti.

Il sanguinamento nei fumatori generalmente è minore, probabilmente si pensa per via dell’azione della nicotina presente nelle sigarette che agisce da vasocostrittore.

La sintomatologia della parodontite in generale si manifesta con

  • Infiammazione gengivale
  • Presenza della tasca
  • Sanguinamento al sondaggio
  • Riassorbimento osseo
  • Recessione gengivale e perdita di attacco dentogengivale
  • Ascesso parodontale
  • Migrazione e mobilità degli elementi dentari colpiti.

Caratteristiche variabili in funzione dello stadio di avanzamento sono :

  • Recessione della gengiva
  • Grado di mobilità dentale
  • Esposizione radicolare
  • Migrazione dei denti
  • Caduta degli elementi

La malattia parodontale si può distinguere in tre categorie a seconda di quanti siti dentali coinvolge:

Tra i segni della parodontite, la perdita di attacco clinico, che viene misurata con l’utilizzo della sonda dalla giunzione smalto-cemento al fondo della tasca è distinguibile in quanti elementi sono coinvolti :

  • Categoria lieve : da 1 a 10 elementi.
  • Categoria media : da 10 a 20 elementi.
  • Categoria alta : oltre il 20 elementi.

Si classifica anche la profondità di perdita dell’attacco come :

  • Lieve: se rientra nei 2 millimetri
  • Media: tra i 2 e i 4 millimetri
  • Alta: oltre i 4 millimetri

L’infiammazione gengivale porta ad un’alterazione del colore fisiologico rosa-corallo, della forma e della consistenza del tessuto.

In presenza di flogosi, la gengiva si presenta rossa, perde la caratteristica forma a buccia d’arancia a livello della gengiva aderente e la consistenza risulta molle.

La gengiva della tasca parodontale ora si presenta spessa, ulcerata con abbondante infiltrato di cellule del sistema immunitario come i linfociti, plasmacellule, granulociti e macrofagi.

Può formarsi un ascesso, cioè accumuli di pus all’interno dell’area del parodonto che si identificano dalla presenza di un rilievo ovoidale nella gengiva, appaiono come tumefazioni diffuse e arrossate.

Possono andare incontro a suppurazione spontanea o in seguito a pressione esercitata sulla superficie, è molto doloroso e il dolore si espande anche nelle aree limitrofe, c’è evidente gonfiore e sensibilità, si può verificare un’aumentata mobilità dell’elemento.

La progressione della malattia porta a recessione gengivale con esposizione della radice del dente che risulta solitamente ricoperta di placca e tartaro, si può indebolire, andare incontro a necrosi, riassorbimento e lesioni cariose.

Nei molari, essendo caratterizzati dalla presenza di biforcazioni radicolari, la tasca in corrispondenza di esse, durante la sua continua avanzata apicale assume un decorso complesso estendendosi alle biforcazioni peggiorando la situazione dell’elemento interessato complicando gli approcci terapeutici da effettuare per andare a risoluzione.

Sintomo frequente in questi casi di recessione è una marcata ipersensibilità dentinale agli stimoli meccanici come lo spazzolamento, termici a contatto con sorgenti calde o fredde.

Quando si verifica un accumulo consistente di materiale purulento all’interno della tasca, si parla di piorrea.

Mobilità e migrazioni

La mobilità è un importante indice del grado di parodontite in corso, in condizioni normali è sempre presente una minima mobilità ma questa non supera i 0.2mm orizzontalmente e ancora meno verticalmente 0.02 mm, determinata dalla particolare articolazione a gonfosi.

Si parla di mobilità patologica nel momento in cui è presente un trauma da occlusione o flogosi del parodonto che ne determina il riassorbimento osseo che accoglie il dente, venendo a ridursi i supporti, il dente aumenterà il suo grado di movimento.

Generalmente finché non viene ad essere interessata una perdita ossea, la mobilità può rientrare, si dice quindi reversibile.

Quando c’è interessamento di perdita ossea, la mobilità non è più reversibile, solo parzialmente tramite terapia parodontale dove è possibile ottenere rigenerazione ossea, quella che rimane viene indicata come mobilità irreversibile, che può stabilizzarsi nel tempo.

Migrazione

Per migrazione si intende la perdita dei normali rapporti topografici con gli elementi contigui del dente.

In condizioni fisiologiche, il supporto parodontale sano ma anche l’equilibrio tra le forze di occlusione, delle labbra e della lingua evitano la migrazione dentale.

La migrazione si manifesta con spostamenti, inclinazione degli elementi dentali.

In base alla sintomatologia si possono distinguere alcune forme di parodontite:

PARODONTITE PREPUBERALE

La parodontite prepuberale interessa i bambini, si differenzia per la sua caratteristica insorgenza dopo l’eruzione della dentatura primaria, coinvolge i denti decidui e può determinare una loro perdita precoce.

La dentatura che va a sostituire la decidua, cioè la permanente, può comunque risultare sana.

I sintomi che caratterizzano la parodontite prepuberale si riconoscono in una forma generale e una locale.

Nella forma generalizzata, la gengiva si presenta sanguinante e tumefatta, si notano recessioni che scoprono la radice degli elementi dentari decidui coinvolti con una perdita ossea piuttosto rapida e generalizzata.

Solitamente vengono colpiti i soggetti affetti da patologie sistemiche come il diabete giovanile, sindrome di down e sindrome di Papillon-Lefévre.

Nella forma localizzata l’infiammazione è ridotta, sono interessati pochi elementi dentali e il soggetto generalmente non presenta patologie sistemiche, è quindi una forma molto meno grave della precedente.

LA PARODONTITE GIOVANILE

Colpisce soggetti di età tra i 13 e i 25 anni, senza coinvolgimento di malattie sistemiche, il sesso femminile risulta più colpito per più del doppio dei casi.

Si contraddistingue dall’insorgenza in età puberale, colpisce generalmente gli elementi incisivi e primi molari dove si formano tasche anche di una certa importanza ma senza sintomi infiammatori gengivali, questo è un caso di parodontite che non viene preceduta da gengivite.

Si rivela una scarsa placca sopra e sotto gengivale, la gengiva si presenta nella norma, le tasche sono profonde, solo in fase avanzata insorge mobilità e migrazione.

Inizialmente l’evoluzione della malattia è rapida con distruzione delle strutture parodontali e possibilità di perdita dentaria, successivamente il decorso rallenta e può stabilizzarsi.

Alcune volte la malattia si protrae a tutti gli elementi dentari (forma generalizzata) assumendo caratteristiche simili a una altra forma di parodontite, quella rapidamente progressiva.

PARODONTITE RAPIDAMENTE PROGRESSIVA

Anche conosciuta come parodontite aggressiva, è un’infezione che si può presentare con sintomi vari.

La parodontite aggressiva comprende un gruppo di forme rare, spesso gravi che sono distinte da un decorso degenerativo rapido.

Il sintomo più evidente è la perdita di attacco clinico e la rapida perdita ossea.

Può essere anche essa localizzata o generalizzata.

La localizzata esordisce in età puberale e si sviluppa a livello dei primi molari ed incisivi con rilevazione di perdita di attacco in almeno due elementi permanenti.

La generalizzata colpisce in età inferiore i 30 anni, la perdita di attacco riguarda almeno tre elementi dentari permanenti diversi da incisivi e primi molari, accentuata distruzione sia dell’attacco che dell’osso alveolare.

È una forma molto grave, si ha una notevole tumefazione infiammatoria accompagnata da sanguinamento e perdita di tessuto osseo, ha un’evoluzione molto rapida nel tempo.

La sintomatologia rispecchia quella di una parodontite in fase avanzata.

PARODONTITE CRONICA NELL’ADULTO

Colpisce soggetti oltre i 35 anni ed è la forma che si riscontra più frequentemente.

.Si manifesta con una lesione a lento decorso che è tanto più grave quanti sono i fattori irritativi locali.

Sintomi parodontali possono essere ricondotti anche a traumi di tipo occlusale, si presenta una dolorabilità parodontale e radiograficamente si nota una variazione nelle strutture a sostegno del dente.

L’occlusione traumatica nel tempo porta a riassorbimento osseo verticale(causa di mobilità e migrazione) ed infiammazione con formazione di tasche infraossee.

La mobilità è ovviamente causata dall’allargamento parodontale e dal riassorbimento osseo.

Le migrazioni in questo caso coinvolgono spesso gli incisivi superiori che si dirigono in direzione vestibolare, cioè verso l’esterno della bocca per via della spinta degli inferiori.

I sintomi in caso di occlusione traumatica sia primaria che secondaria si presentano con usura degli elementi dentari, si può andare incontro a problemi che coinvolgono l’articolazione temporo-mandibolare e muscolari.

Si possono presentare stati di spasmo dei muscoli masticatori, si accompagna a dolore e risulta più intensa al mattino, si può accentuare il problema alla palpazione dei muscoli interessati.

Riassumendo i sintomi che si riscontrano sono:

  • Dolore a carico dell’articolazione temporo mandibolare (ATM) durante l’apertura e chiusura della bocca e alla palpazione
  • Rumori all’apertura e chiusura legati a una trazione esercitata sul menisco articolare.
  • Riduzione dell’apertura massimale della bocca
  • Deviazione laterale del movimento di apertura

È necessario un esame radiografico all’atm per verificare l’entità del problema.

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