La gengivite, una malattia ampiamente diffusa da non sottovalutare

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Per gengivite si intendono i processi infiammatori a carico del tessuto gengivale, sia della porzione libera che aderente, ma senza interessamento delle strutture del parodonto, quindi, rimanendo confinata per lo meno inizialmente, al di sopra della giunzione smalto cemento.

È necessario conoscere un pò di anatomia macroscopica per capire quali zone del cavo orale sono comprese nelle condizioni di gengivite.

La gengiva è quel tessuto che ricopre il processo alveolare (osseo) della bocca e che circonda il colletto dei denti, formando la tipica forma ad “arco”.

Essa è costituita da uno strato epiteliale che possiamo indicare come la porzione a noi visibile e da uno strato sottostante di tessuto connettivo.

Attorno al colletto del dente, il tessuto gengivale si presenta in condizioni fisiologiche di un tipico colore rosa corallo e termina con il suo margine gengivale libero, il quale forma una specie di arco attorno all’elemento dentario e ne fa parte anche la porzione tra un dente e l’altro , denominata papilla interdentale.

In direzione opposta, inferiormente ad una giunzione interna, tra la gengiva e il dente, denominata giunzione smalto cemento o amelocementizia, segue la gengiva aderente, caratterizzata da un colore rosso più intenso e spesso da depressioni che le conferiscono un tipico aspetto a forma di arancia..

Quindi, la porzione di gengiva al di sopra della giunzione smalto cemento, comprese le papille interdentali, fanno parte della gengiva libera, la restante parte inferiormente ad essa, forma la gengiva aderente.

Quando, per vari fattori, si instaura un fastidioso processo a livello gengivale, caratterizzato da fenomeni di flogosi, con presenza di arrossamento, gengive che sanguinano, gonfie, vasodilatazione, infiltrato di globuli bianchi, si parla di gengivite. In rapporto alla sua localizzazione si può definire:

  • marginale : se è limitata alla gengiva libera
  • diffusa : se coinvolge anche la gengiva aderente.

Gli elementi dentari che coinvolge possono essere singoli, più di uno ed anche l’intera arcata dentaria.

Le gengiviti si possono classificare in:

  • Gengivite acuta
  • Gengivite cronica
  • Gengivite ulcero-necrotica
  • Gengivite ipertrofica
  • Gengivite desquamativa

La gengivite acuta solitamente interessa la gengiva libera, ma può estendersi a quella aderente, principalmente è causata da fattori locali come la presenza di placca e tartaro, quindi, dalla scarsa igiene orale.

Sintomi tipici di questa condizioni sono l’evidente arrossamento della gengiva attorno al dente che si presenta gonfia, dolorosa e con sanguinamento spontaneo o provocato dallo spazzolamento.

Il dolore ed il sanguinamento non devono indurre a diminuire l’igiene orale domiciliare, essa è essenziale, insieme ad una visita specialistica, per evitare ulteriori peggioramenti dello stato di salute del cavo orale.

L’odontoiatra, durante una visita di controllo può percepire sin da subito l’insorgere di una gengivite tramite l’utilizzo di una sonda.

La gengivite acuta non è una condizione preoccupante, regredisce rimuovendo i fattori locali che l’hanno provocata, per contro, se non si interviene, i fattori irritativi persistendo nel tempo aumentano la probabilità che si instauri una gengivite di tipo cronica.

La gengivite cronica può rimanere stabile per diverso tempo o evolvere in parodontite, quest’ultima è una condizione ben più grave che bisogna prevenire.

Quali sono i sintomi della gengivite?

Una gengivite non curata può trasformarsi in parodontite, una forma molto più grave di malattia gengivale e nel peggiore dei casi conduce alla perdita dei denti.

Le gengive sane devono essere di colore rosa, salde e pallide. Se si presentano gonfie, scure e sanguinano facilmente, si tratta certamente di gengivite. Pertanto è necessario recarsi dal dentista che risolverà il problema. La gengivite causa raramente dolore, quindi è possibile soffrirne senza rendersene conto.

Di seguito i principali sintomi della gengivite:

  • Gengive gonfie
  • Gengive infiammate
  • Gengive in recessione
  • Gengive che sanguinano facilmente quando si usa lo spazzolino o il filo interdental.
  • Cambiamento di colore delle gengive da un colore rosa sano a un rosso scuro.
  • Alito cattivo
Gengivite prima e dopo l'intervento del dentista

Gengivite prima e dopo l’intervento del dentista

La maggior parte dei dentisti raccomandano controlli regolari per individuare gengivite, carie e altre condizioni patologiche prima che possano causare danni preoccupanti e portare a problemi più seri. Se noti segni e sintomi di una gengivite, fissa un appuntamento con il tuo dentista. Prima si interviene maggiori sono le possibilità di invertire i danni da gengiviti e prevenire la sua progressione verso la parodontite.

Le cause

La causa più comune dell’insorgenza della gengivite è la scarsa igiene orale che porta alla formazione della placca, un’ invisibile pellicola composta principalmente da batteri. Si forma sui denti quando amidi e zuccheri presenti negli alimenti interagiscono con i batteri che normalmente si trovano in bocca. Le buone abitudini come l’uso dello spazzolino almeno due volte al giorno, il filo interdentale tutti i giorni e visite dentistiche regolari, possono aiutare a rimuovere la placca e a combattere la gengivite. La placca deve essere rimossa quotidianamente, perché si riforma rapidamente, di solito entro 24 ore. Se rimane sui denti per più di due o tre giorni può indurirsi sotto il margine gengivale e trasformarsi in tartaro. Il tartaro si forma anche a causa del contenuto di minerali presenti nella saliva. Rende la placca più difficile da rimuovere e crea uno scudo protettivo per i batteri. È difficile sbarazzarsi del tartaro con spazzolino e filo interdentale, una volta formatosi è necessaria una pulizia dentale professionale per rimuoverlo.

Quanto più a lungo la placca e il tartaro rimangono sui denti, tanto più si irritano le gengive. Nel tempo, le gengive si gonfiano e sanguinano facilmente. La carie dentale è anch’essa diretta conseguenza del tartaro.

Gengivite ulcero necrotizzante

Si tratta di un processo infiammatorio acuto ulcerativo della gengiva libera che può estendersi alla gengiva aderente.

Sono pochi i casi di questa condizione e la maggior parte è compresa tra i 14 e i 35 anni di età, soprattutto nei paesi a basso livello socio-economico.

Le cause di questa infiammazione sono deputate all’azione di microrganismi batterici e virali, anche qui uno dei fattori predisponenti è la placca batterica ed il tartaro oltre che fattori sistemici come malattie e stress, che riducendo le difese immunitarie, rendono l’ospite più soggetto.

La patologia è caratterizzata dalla presenza di ulcerazioni edematose ricoperte da una formazione biancastra (batteri, cellule necrotiche,essudato) che vanno dal margine gengivale e si possono spingere sino alla gengiva aderente.

La formazione biancastra comprende nello strato più superficiale batteri del genere spirochete, in profondità, con ordine si trovano batteri gram negativi, cellule in necrosi, fibrina ed infine tessuto vitale.

La sintomatologia è molto dolorosa, accompagnata da cattivo alito, sanguinamento gengivale spontaneo e alla minima stimolazione. Può interessare più elementi dentari e spingersi su tutta l’arcata, anche se solitamente interessa il settore anteriore.

Può presentarsi lieve stato febbrile, gonfiore dei linfonodi e mal di testa.

La lesione, se adeguatamente trattata, va a risoluzione con una buona prognosi.

La terapia, sempre somministrata dal medico odontoiatra, prevede la rimozione dei fattori irritativi e l’utilizzo di colluttori a base di acqua ossigenata al 3%, nelle forme più gravi, viene prescritta una terapia antibiotica.

Gengivite ipertrofica

Si tratta di una condizione in cui il tessuto gengivale presenta ipertrofia, ovvero un aumento di volume anomalo che arriva a ricoprire parte del dente, si accompagna ad infiammazione e spesso a pseudotasche, ovvero uno spazio che si forma tra la superficie libera del margine gengivale e la linea di delimitazione tra gengiva e parodonto accennata precedentemente (linea amelocementizia), che viene invece superata quando si parla di tasche parodontali.

Le cause della presenza di questa ipertrofia sono da ricondurre a fattori ormonali sia fisiologici come durante la pubertà, il ciclo mestruale e la gravidanza, sia farmacologici in seguito all’assunzione di farmaci contraccettivi, antiepilettici (difenilidantoianato di sodio) e immunomodulatori utilizzati per il trattamento di malattie autoimmuni (ciclosporina).

Il rimedio per l’ipertrofia indotta dai farmaci prevede se possibile, la loro sostituzione e il controllo della placca dentale, che anche in questo caso rappresenta una concausa.

Il quadro può essere diverso a differenza della condizione ormonale, si è notato che durante il ciclo mestruale si presenta più con sintomi come gonfiore e sanguinamento, mentre durante la pubertà si riscontra un maggiore aumento voluminoso della gengiva che può anche richiedere un intervento chirurgico per ripristinare l’armonia gengivale(gengivoplastica).

Durante la gravidanza, particolarmente nel periodo che va dal secondo al terzo trimestre, il progesterone, che aumenta in questa fase, determina vasodilatazione e proliferazione dei capillari nel tessuto gengivale ed inoltre favorisce lo sviluppo di batteri parodontopatogeni (come porphyromonas gengivalis), la saliva è inoltre più ricca del solito di sostanze che favoriscono la formazione di placca.

Tutti questi fattori messi insieme determinano una condizione più importante di gengivite, denominata epulide gravidica, rappresentata da edema, sanguinamento ed ipertrofia di notevoli proporzioni che solitamente va a guarigione spontaneamente al termine della gravidanza.

La terapia, se necessaria, prevede un approccio chirurgico in fase post-puberale e/o gravidica (se gravi), poiché il mantenimento dell’igiene orale ed il termine di queste fasi della vita tendono solitamente a portare a risoluzione il problema.

Nella cavità orale, particolari aumenti di volume e tumefazioni che si possono presentare nella cavità orale possono essere l’espressione di un papilloma, di un carcinoma orale o di emopatie neoplastiche, è fondamentale quindi sottoporsi a periodici controlli odontoiatrici anche per prevenire eventuali patologie più “gravose”, come le gengivopatie neoplastiche.

Gengivite desquamativa

Altra condizione che colpisce il tessuto gengivale è la gengivite desquamativa, al contrario delle precedenti, non è una condizione infiammatoria in risposta a fattori esterni, ma bensì di probabile natura autoimmune.

Si caratterizza dalla formazione di un eritema che coinvolge non solo la gengiva libera ed aderente, ma anche tutta la mucosa del cavo orale.

Si riconosce dal tipico alternarsi nella mucosa di zone rossastre,edematose ad aree biancastre costituite appunto da epitelio desquamato.

L’epitelio della mucosa risulta assottigliato e può anche mancare lasciando così scoperto il tessuto connettivo sottostante all’epitelio.

Spesso si associa come manifestazione al lichen ruber planus erosivo, ad allergia a farmaci o alla menopausa nelle donne.

La cura prevede la somministrazione di corticosteroidi locali o sistemici.

Fattori di rischio

La gengivite è una patologia ampiamente diffusa. Molti sviluppano i primi problemi alle gengive durante la pubertà ed in seguito per tutta la vita.

I fattori che possono aumentare il rischio di gengiviti sono:

  • Cattive abitudini di igiene orale
  • Uso di tabacco
  • Diabete
  • Età avanzata
  • Riduzione dell’immunità a seguito di leucemia, HIV/AIDS o altre condizioni
  • Alcuni farmaci
  • Alcune infezioni virali e da funghi
  • Bocca asciutta
  • Cambiamenti ormonali, come quelli legati alla gravidanza, il ciclo mestruale o l’uso di pillole anticoncezionali
  • Cattiva alimentazione
  • Abuso di sostanze
  • Cattivo montaggio di protesi dentali

Le possibili complicazioni

La gengivite non trattata può progredire in parodontite, una malattia che si diffonde ai tessuti e alle ossa che costituiscono il parodonto, una condizione molto grave che può portare alla perdita dei denti.

La parodontite e le cattive condizioni di salute orale possono anche influenzare la salute generale. Non è del tutto chiaro il meccanismo e i ricercatori non hanno stabilito se la malattia parodontale causa un malessere a tutto l’organismo. Alla parodontite possono essere a volte associate le seguenti patologie:

  • Malattie cardiovascolari
  • Malattie polmonari
  • Parto prematuro o neonati sotto peso

 

Come comportarsi nel caso si sospetti una gengivite

Se si notasse un sintomo di una possibile gengivite, bisogna recarsi dal dentista e seguire la pianificazione consigliata ed effettuare controlli regolari.

Di seguito alcune informazioni utili per prepararsi alla visita dal dentista

Sarebbe necessario preparare una lista di domande da porgli, come ad esempio:

  • Pensa che questi sintomi siano causati da gengivite?
  • Ci sono alternative all’approccio che sta suggerendo?
  • Quali misure posso adottare a casa per mantenere le gengive sane?
  • Che tipo di collutorio mi consiglia per le gengive infiammate?
  • Quanto spesso devo lavare i denti?
  • Che tipo di spazzolino da denti mi consiglia?
  • Che tipo di filo interdentale mi consiglia?
  • Ci sono delle cose che devo evitare di fare?

Il dentista può porti domande sui sintomi, come ad esempio:

  • Quando hai iniziato ad avvertire i sintomi?
  • I sintomi sono frequenti o occasionali?
  • Ogni quanto ti lavi i denti?
  • Usi il filo interdentale? Quanto spesso?
  • Hai malattie?
  • Quali farmaci prendi?

Controllo e diagnosi

I dentisti di solito diagnosticano la gengivite sulla base dei sintomi e di un esame di denti, gengive, bocca e lingua. Il dentista controllerà se è presente placca o tartaro sui denti e analizzerà il colore delle gengive, il gonfiore e se sanguinano facilmente.

Se non è chiaro cosa abbia causato la gengivite, il dentista può raccomandare una valutazione medica per verificare le condizioni di salute di base.

Gengive arrossate e infiammate

Gengive arrossate e infiammate

Trattamento

Un trattamento tempestivo di solito impedisce la progressione della gengivite verso malattie gengivali più gravi e la conseguente perdita dei denti. Un trattamento efficace richiede una cura professionale seguita da un’accurata igiene orale domiciliare.

La cura professionale della gengivite consiste in:

  • Una prima valutazione e un’igiene orale completa per rimuovere tutte le tracce di placca e tartaro
  • Istruzioni su come utilizzare al meglio lo spazzolino e il filo interdentale
  • Programmazione di un calendario regolare per controlli e igiene orale
  • Il dentista eventualmente sistemerà corone ed otturazioni che rendono l’igiene domiciliare complicata

L’igiene professionale iniziale prevede l’utilizzo di strumenti dentali per eliminare ogni traccia di placca e tartaro,  una procedura nota come ablazione. L’ablazione può risultare fastidiosa, soprattutto se le gengive sono già sensibili e la quantità di tartaro è abbondante.

Denti storti, corone mal montate, ponti o altri restauri dentali possono irritare le gengive e rendere più difficile la rimozione della placca durante l’igiene domiciliare quotidiana. In questo caso  il dentista potrebbe raccomandare la risoluzione di tali problemi.

La gengivite di solito migliora o guarisce dopo un’igiene professionale approfondita. Il vostro dentista vi aiuterà a pianificare un efficace programma di igiene domiciliare e professionale per mantenere il problema sotto controllo.

Come curare la gengivite a casa

Per tenere sotto contollo la gengivite è necessario seguire un programma di igiene professionale.

Ma come curare la gengivite a casa o tenerla sotto controllo?

Innanzitutto è importante usare uno spazzolino morbido e sostituirlo almeno ogni tre o quattro mesi.
Si può anche utilizzare uno spazzolino elettrico, che può essere più efficace nella rimozione di placca e tartaro.
I denti vanno lavati due volte al giorno, o meglio ancora, dopo ogni pasto o uno spuntino. Utilizzare il filo interdentale o lo scovolino almeno una volta al giorno è altamente consigliato.
Andrebbe anche utilizzato un collutorio antisettico, se consigliato dal dentista.
Se sei metodico con la tua igiene orale domiciliare, si dovrebbe vedere il ritorno del colore rosa, di una gengiva sana entro giorni o settimane. È importante mantenere buona igiene orale ogni giorno in modo che i problemi gengivali non ritornino.

Prevenzione della gengivite

Il modo migliore per prevenire la gengivite è un programma regolare e metodico di igiene orale praticato per tutta la vita. Una pulizia completa con spazzolino e filo interdentale dovrebbe durare dai tre ai cinque minuti. Un buon programma di igiene professionale prevede un igiene orale di solito ogni sei o 12 mesi. Se sono presenti dei fattori di rischio che aumentano la probabilità di sviluppare gengiviti, potrebbe essere necessario aumentarne la frequenza.

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