ascesso gengivale

Che cos’è un ascesso gengivale?

L’ascesso è una raccolta di pus, cioè un aggregato di batteri, sangue, leucociti (globuli bianchi), in una cavità infiammata neoformata dalla stessa raccolta ascessuale, situata in questo caso a livello della mucosa gengivale, nella maggior parte dei casi risulta gonfia e dolorosa.ascesso gengivale

La sua formazione è da ricondursi a un tentativo del sistema immunitario di contenere l’infezione.

L’ascesso gengivale solitamente ha uno sviluppo superficiale nel cavo orale, ovvero è tipicamente conseguenza di un processo infettivo a carico della mucosa, in seguito a ferite o traumi che sono una porta di accesso ai germi, oppure a procedure odontoiatriche in cui si ha una contaminazione diretta della mucosa.

Quali sono le cause di ascesso gengivale?

La causa più frequente è da imputare ad infezioni batteriche dirette, ma anche a corpi estranei che vanno a ledere il tessuto, come ad esempio spine.

La loro elevata frequenza nella popolazione, sia nei bambini che negli adulti, ne fa una problematica che si riscontra comunemente nella pratica odontoiatrica.

Incide sulla loro formazione la scarsa educazione sanitaria sull’igiene orale quotidiana, che si esprime in una sua mancata o inefficiente pulizia dentale a casa, questa, insieme ad altre condizioni patologiche sistemiche dell’organismo come il diabete, l’Hiv, la leucemia (tumore del sangue), trattamenti chemioterapici, cure con farmaci cortisonici o immunosoppressori, predispongono alla comparsa di formazioni ascessuali nel cavo orale.

Quando l’infezione si sposta in profondità nei tessuti parodontali, spesso a causa di un accumulo di placca e tartaro nelle tasche gengivali, si ha un ascesso detto parodontale, questo nella sua progressione può andare ad infettare anche la polpa dentaria.

Inoltre la comparsa di un ascesso gengivale può essere la conseguenza della progressione di un ascesso dentale periapicale, cioè di un infezione originatasi per vari motivi all’interno” del dente.

Da qui i batteri possono espandersi nella mucosa gengivale, nella parete della guancia, del collo, nel pavimento della cavità orale, divenendo vistosamente rilevabili, con conseguente dolore dovuto all’infiammazione dei tessuti e dalla pressione interna dell’ascesso che aumenta.

La Parodontite purulenta apicale insorge tipicamente in un dente compromesso dalla carie, la polpa dentaria, finchè vitale svolge una funzione di barriera protettiva biologica alla penetrazione e diffusione dei microbi in profondità, se non viene attuata in tempo nessuna terapia, il tessuto pulpare va incontro a necrosi dando la possibilità ai germi di diffondersi lungo i canali radicolari, dando luogo appunto alla parodontite apicale che si sviluppa con un essudato purulento.

La raccolta di questo essudato si espande sino ai tessuti molli, come nella sottomucosa gengivale, si presenta di grandezza variabile nei pressi del dente colpito, solitamente drena all’interno del cavo orale.

Si può espandere nel tessuto sottocutaneo determinando l’insorgenza nella regione di interesse di una tumefazione cutanea arrossata, dolente, inizialmente dura e successivamente molle alla palpazione.

Altre regioni che possono essere interessate sono la loggia sottolinguale, sottomascellare, il pavimento della bocca e la loggia sottomentale.

SINTOMI DELL’ASCESSO GENGIVALE

All’ispezione l’ascesso si presenta molle, dolente, caldo, di dimensione variabile, può trovarsi superficialmente sul tessuto gengivale o associato ad un ascesso periapicale che lo rende più vistoso.

Quando il gonfiore è localizzato alla loggia sottolinguale, solitamente a livello dei primi molari inferiori per via della presenza dell’osso mandibolare che ne impedisce il drenaggio verso l’esterno, la tumefazione arrossata e dolente si espande anche a carico del pavimento della bocca, con conseguente protrusione della lingua, dolore alla masticazione e alla deglutizione.

Dalla loggia sottolinguale può esserci un passaggio dell’infezione alla contigua loggia sottomascellare, oppure in seguito a parodontite apicale di un molare con radici particolarmente lunghe.

In questo caso, all’ispezione si presente la solita tumefazione, posta lateralmente alla mandibola che può giungere perfino il collo.

 Le logge sopra citate sono scarsamente separate l’una dall’altra e si può avere una invasione delle stesse sino ad un interessamento multiplo.

Quando il processo si estende all’intero pavimento orale si è in presenza di una quadro clinico grave denominato angina di Ludwig, caratterizzata da un’intensa tumefazione della regione sotto la mandibola e del pavimento orale, con protrusione della lingua, dolore e difficoltà alla masticazione, problemi di deglutizione, si riscontra inoltre febbre e possibili complicazioni di strutture limitrofe come la glottide.

In situazioni estreme, un ascesso non curato può causare problemi sistemici come febbre, nausea e nei casi più gravi setticemia.

Se troppo gonfio può addirittura causare problemi alla respirazione, masticazione e deglutizione.

La sintomatologia di un ascesso include :

  • Dolore
  • Gonfiore
  • Arrossamento della zona e se esteso anche del viso
  • Sensibilità alla pressione

Nei casi più gravi possono presentarsi anche :

  •  Nausea
  •  Vomito
  •  Febbre
  •  Brividi
  •  Difficoltà alla deglutizione
  •  Difficoltà alla respirazione
  •  Difficoltà alla masticazione
  •  Infiammazione gengivale
  •  Gonfiore orale e facciale
  •  Drenaggio di essudato purulento nel cavo orale
  •  Ridotta capacità ad aprire la bocca

Può capitare che l’ascesso insorga senza dolore, ma una sua progressione lo porterà a manifestarsi quasi sicuramente, fino ad una sua rottura spontanea o tramite operazione chirurgica.

Cosa fare se si riconoscono i precedenti sintomi? Certamente è bene recarsi al più presto da un medico odontoiatra per una visita o nei casi più gravi in pronto soccorso.

  Il medico odontoiatra effettua primariamente un’ispezione del cavo orale, si avvale ulteriormente dei raggi X con radiografie per avere un buon quadro, capire l’origine dell’ascesso e come curarlo al meglio.

RIMEDI NATURALI ASCESSO GENGIVALE

Non ci sono dei rimedi della nonna per curare l’infezione ma è possibile gestire i sintomi e il dolore.

Nel caso in cui si tratti di un ascesso di lieve entità, impacchi caldi possono favorire la rottura e nel momento in cui si ha drenaggio dell’essudato nel cavo orale, possono essere utili risciacqui con acqua calda, malva, sale o bicarbonato per drenare e detergere la bocca.

Non è raccomandato invece l’utilizzo di ghiaccio per alleviare il gonfiore.

L’assunzione di farmaci antinfiammatori (FANS) come Ketoprofene o ibuprofene etc.. possono essere utili per alleviare il dolore e l’infiammazione, ma non debelleranno l’infezione.

COME CURARE UN ASCESSO GENGIVALE?

Per un ascesso gengivale acuto che causa dolore e gonfiore, il dentista può effettuare un’operazione di drenaggio dell’essudato tramite incisione e detersione, se necessaria può essere fatta un’anestesia locale per ridurre i fastidi.

Procedimento che deve essere svolto con l’utilizzo di materiali sterili, ragione per cui è controindicato fare da sé a casa.

Il medico odontoiatra può inoltre, quando opportuno, prescrivere una terapia antibiotica spesso associata a una terapia antidolorifica per trattare appunto i sintomi dolorosi.

La terapia antimicrobica è l’ideale per risolvere ascessi gengivali, necessaria per debellare i batteri indesiderati che causano il problema.

Antibiotici e antisettici sono le due forme più utilizzate per risolvere e contrastare un’eventuale recidiva dell’infezione.

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