Stomatite: sintomi

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La stomatite è un’infiammazione che può coinvolgere in parte o completamente il cavo orale, tra le cause più frequenti vi sono:

  • Anemia sideropenica

  • Carenze vitaminiche (B1, B2, B6, B12, ac. folico)

  • Malattia infiammatoria cronica intestinale (M. di Crhon, Colite ulcerosa)

  • Morbo celiaco (Enteropatia da glutine)

  • Morbo di Beçhet

  • Infezione da HIV, AIDS

  • Neutropenia

  • Condizioni varie di immunodepressione e immunodeficienza (3)

  • Stress psicofisico

  • Traumi

  • Fumo

  • Ciclo mestruale

  • Allergeni come il Cromo- Cobalto o il Nichel

  • Antisettici allergizzanti contenuti in saponi, cosmetici, preparati topici

  • Alcuni tipi di frutti, gelati, marmellate e conserve

Di seguito ci occuperemo di analizzare i sintomi più ricorrenti della stomatite. Rimandiamo al nostro articolo sulla terapia della stomatite ogni consiglio su come essa possa essere gestita e curata.

Stomatite aftosa

Risultati immagini per aphthous stomatitisNella fase iniziale di questa forma di stomatite (24-48 ore) il paziente può avvertire una sensazione di bruciore e la formazione di un piccolo nodulo sopra il quale la mucosa diviene necrotica e si ulcera. Il dolore è urente e alla palpazione la consistenza della lesione è molle. La patologia ha un andamento ciclico e presenta periodi di attivazione e altri invece liberi dalla patologia di diversa durata; in alcuni casi le lesioni si sono susseguono e causano uno stato di patologia costante.

Le sedi più colpite sono la superficie interna delle labbra, la mucosa geniena e la lingua.

La stomatite aftosa ricorrente si presenta in quattro varianti cliniche:

Le ulcere aftose minori rappresentano la variante più frequente (80%); sono uniche o multiple (1-5), ovali, di piccole dimensioni (2-6 mm), non sono molto dolorose, persistono per 7-10 giorni e guariscono senza lasciare cicatrici.

Le ulcere aftose maggiori (ulcera di Sutton) sono meno frequenti (10-12%); si presentano uniche o multiple con un diametro di 1-2 cm; sono profonde e molto dolorose, possono interferire con l’alimentazione; persistono per 3-6 settimane e guariscono lasciando cicatrici.

Le ulcere erpetiformi rappresentano l’8-10% dei casi; sono piccole (1-2 mm) e numerose (10-100), superficiali, dolorose, tendono alla coalescenza in una unica lesione irregolare persistendo per 1-2 settimane.

La sindrome di Beçhet è un aftosi oro-genitale ricorrente (con almeno più di tre episodi all’anno) associata a lesioni agli occhi, manifestazioni neurologiche e cutanee con diversa frequenza.

Allergia da contatto

Questa forma di stomatite consiste in una reazione infiammatoria dovuta a risposta immunologica diretta nei confronti di allergeni che vengono in contatto con la mucosa della bocca.

La reazione compare a distanza di 24 a 48 ore dall’ esposizione all’allergene e le lesioni possono rimanere localizzate nella sede di contatto (primarie), oppure estendersi a zone vicine o manifestarsi a distanza (lesioni secondarie). Gli aspetti clinici sono fortemente condizionati dalle localizzazione e dalla natura dell’allergene. Nella cheilite le labbra si presentano secche, arrossate e squamose, talvolta con ragadi. Nella stomatite i sintomi d’esordio sono acuti e rappresentati dal bruciore e dal prurito nella sede di contatto con l’allergene; i segni iniziali sono dati da chiazze eritematose; la comparsa di vescicole e bolle superficiali è di breve durata e la loro rapida rottura lascia ulcere ed erosioni secondarie.

L’esposizione cronica all’allergene porta alla estensione delle lesioni che si presentano come arrossamento diffuso a tutto l’ambito orale e perdita delle papille linguali.

Candidosi orale

La stomatite da candida è sintomatologicamente silente il più delle volte; alcuni pazienti possono lamentare bruciore, difficoltà nel deglutire o sapore alterato. In rapporto alla sede coinvolta e l’interazione con l’organismo la patologia può presentarsi con diversi quadri clinici. Le lesioni possono presentarsi come placche cremose bianche diffuse sulla mucosa che, asportate con sfregamento, evidenziano una base di mucosa arrossata (mughetto), oppure come macchiette eritematose puntiformi a chiazze, o infine come eritema diffuso sulla mucosa orale. In caso di localizzazione sulla lingua, il dorso si presenta disepitelizzato per atrofia delle papille filiformi ed è frequente una lesione a stampo sulla zona di appoggio del palato.

Cheilite angolare

Talvolta la candidosi si presenta come ragadi che si irradiano dagli angoli della bocca. La sintomatologia è rappresentata dalla tipica chiazza roseo-grigiastra, erosa o ulcerata e ragadi croniche delle commissure labiali accompagnata da senso di tensione e bruciore. In molti casi la patologia mostra tendenza alla cronicizzazione in forma di ragade anche per la facilità con cui il tessuto si rompe durante i movimenti di apertura della bocca. La patologia è di semplice identificazione clinica, più difficile può essere l’identificazione del fattore eziologico. La risoluzione della patologia dopo un semplice trattamento di prova con pomate antifungine e/o antibatteriche conferma la diagnosi clinica presunta. Solo nelle forme resistenti alla terapia il dentista potrà optare per l’esecuzione di un prelievo microbiologico o di una citologia esfoliativa.

Eritema polimorfo

In soggetti geneticamente predisposti alcuni fattori scatenanti possono causare delle reazioni di ipersensibilità associati all’insorgenza dell’eritema polimorfo. Questi fattori eziologici sono rappresentati dalla somministrazione di alcuni farmaci (sulfamidici, Oxicam, Carbamazepina, Fenitoina, Acido valproico, Diclofenac Cefalosporine Penicillina) o da alcune malattie infettive (herpes simplex 1 e 2, varicella, morbillo, mycoplasma pneumoniae, streptococco, salmonella, malattia da graffio di gatto). Le lesioni sono precedute ed accompagnate da febbre e malessere generale. Si tratta di una sindrome cutaneo-mucosa ad insorgenza acuta che compare 4-6 settimane dopo l’azione del fattore scatenante che, nella maggior parte dei casi, è rappresentato da una infezione. Le lesioni orali sono rappresentate da ulcere multiple su labbra, palato molle, dorso linguale e mucosa vestibolare; sono generalmente indenni il palato duro e la gengiva aderente. Altre lesioni mucose possono comparire sui genitali e sulle congiuntive. L’eritema polimorfo tende alla regressione spontanea nel volgere di 3 settimane.

Stomatite necrotizzante

Anche detta stomatite da trincea, per l’elevata incidenza tra i soldati che combatterono la prima guerra mondiale, questa forma di infiammazione ha un esordio acuto caratterizzato da ulcerazioni e necrosi delle papille interdentali che portano alla formazione di un cratere; la gengiva appare tumefatta, dolente ricoperta da un indulto necrotico giallo-grigiastro; le papille si presentano mozzate. Le sintomatologia orale è severa (sanguinamento, alitosi, dolore) e può essere accompagnata da sintomi generali (febbre, astenia).

Una gengivite curata impropriamente può progredire in una parodontite necrotizzante cronica che presenta un aspetto clinico tipico: i crateri interdentali rimangono aperti, pieni di tartaro e placca; scompaiono le aree necrotiche; la gengiva ha un margine edematoso ed una architettura inversa; i crateri interdentali si fondono in un unico solco con due distinti lembi separati (vestibolare e linguale). La distruzione cronica dei tessuti parodontali profondi porta alla formazione di tasche ossee, recessioni gengivali, mobilità dentali, ascessi parodontali e perdita del dente; i sintomi sono il sanguinamento gengivale, fuoriuscita di pus alla pressione sulla gengiva, mobilità dentale, ulcerazioni dolorose e alitosi.

Nei pazienti immunodepressi la progressione di una parodontite, di una ulcera necrotizzante progressiva, di una pericoronarite di un dente del giudizio in disodontiasi, o di una gengivite necrotizzante può portare ad una stomatite necrotizzante con necrosi dei tessuti molli e sequestri ossei. Tale quadro clinico può rappresentare un rischio letale in pazienti defedati a causa di una ulteriore evoluzione verso un cancrum oris (noma).

Herpes simplex orale

Nel cavo orale la lesione erpetica può presentarsi come stomatite erpetica primaria ma più frequentemente si osserva come herpes ricorrente labiale o intraorale. Nella mucosa orale l’herpes simplex mostra una predilezione per le zone di mucosa cheratinizzata. La lesione elementare mostra una fase eritematosa iniziale seguita da una fase papulare e vescicolare. In bocca la vescicola si rompe rapidamente lasciando costantemente una erosione. Sulla cute la lesione può impetiginizzarsi dando luogo ad una pustola o può evolvere in una erosione o in una lesione crostosa; herpes recidivanti possono lasciare come esito un’iperpigmentazione.

La gengivostomatite erpetica primaria (GEP) segue il primo contatto con l’HSV e si presenta più frequentemente nei bambini di 2/4 anni, raramente nell’adulto. La malattia dopo una breve incubazione mostra una fase prodromica di uno/tre giorni con sintomi generali (febbre, malessere, cefalea). Segue la fase eruttiva caratterizzata da eritema, edema, ulcerazioni multiple del cavo orale e linfoadenopatia. Nell’arco di tre/cinque giorni seguono più cicli eruttivi nei quali si possono apprezzare tutta la gamma delle lesioni; la malattia guarisce in 13/14 giorni conferendo un’immunità incompleta. In presenza di immunodepressione può presentarsi una gengivo-stomatite erpetica secondaria nell’adulto.

L’herpes labiale si localizza sul bordo vermiglio del labbro e sulla cute periorale e guarisce nel soggetto sano in 7-15 giorni, nel soggetto immunodepresso la guarigione è prolungata proporzionalmente alla gravità della patologia e le lesioni mostrano tendenza ad estendersi ed a cronicizzare.

L’Herpes intraorale ricorrente si presenta come gruppi di vescicole sulla mucosa cheratinizzata (palato duro, gengiva aderente e dorso linguale) che evolvono rapidamente in ulcerazione.

Psoriasi

Le lesioni orali sono presenti nel 4-10% dei soggetti affetti da psoriasi cutanea e possono presentarsi con aspetti diversi:

  • Piccole lesioni ispessite ben definite bianco-grigiastre di forma rotondeggiante o ovale

  • Placche biancastre (ipercheratosi) con aree rosse (atrofia) migranti sulla gengiva, mucosa orale e lingua (stomatite e lingua a carta geografica)

  • Intenso eritema diffuso della mucosa orale

  • Enantemi eritematosi maculari

  • Piccole pustole ben definite

  • Lesioni eritematose e desquamative (gengivite desquamativa)

Reazioni avverse orali

Non esiste a tutt’oggi nessun materiale di sintesi perfettamente biocompatibile. Tutti i materiali hanno la potenzialità di essere biologicamente pericolosi in termini citotossicità locale e sistemica, allergenicità, mutagenicità, carcinogenicità ecc. Un elemento essenziale perché un materiale esplichi una azione tossica o provochi una reazione da ipersensibilità è che esso rilasci. Tutti i materiali, in un qualche modo, degradano o rilasciano composti perché sottoposti a corrosione, usura, fatica ecc. I più frequentemente coinvolti sono l’amalgama , le resine metacriliche e le leghe contenenti nickel. Di seguito sono riportate le principali reazioni avverse che in letteratura sono state messe in relazione all’utilizzo di materiali dentari:

  • eritema cutaneo

  • reazioni lichenoidi

  • ulcere

  • leuco-eritroplachia

  • macchie

  • bruciore generalizzato.

Stomatite da tabacco

E’ notorio che il fumo sia un’abitudine viziata tra le più dannose per l’apparato respiratorio. Ciò che molti non sanno è che il fumo è in grado di causare infiammazione direttamente in bocca. Nei fumatori la mucosa orale si presenta uniformemente biancastra, grinzosa e ispessita per un’ipercheratosi diffusa; nei casi più gravi sul palato sono presenti papule cheratosiche bianche multiple o a placche con una zona centrale arrossata costituita dallo sbocco del dotto delle ghiandole salivari minori.

Esiste una maggiore incidenza di altre patologie stomatologiche correlate al tabagismo: alterazione del gusto, bruciore di bocca e lingua, lingua nera villosa, melanosi delle mucose, parodontopatia, minore percentuale di successo dell’implantologia. Tutte ulteriori ragioni per prendere in seria considerazione la scelta di smettere di fumare!!

Stomatite da protesi mobile

La stomatite da protesi si presenta come aree di eritema ed edema cronico della mucosa a contatto della superficie di appoggio protesica che ne disegna il contorno; possono essere presenti chiazze biancastre costituite dall’accumulo di detriti alimentari o ammassi di ife di Candida.

Sul palato possono riscontrarsi papule multiple, eritematose, coalescenti, di piccole dimensioni (1-2 mm) che danno al palato un aspetto a cavolfiore o granuleggiante. La sintomatologia è generalmente assente, occasionalmente è presente bruciore generale alla bocca o solo della lingua con conseguente alterazione del gusto; spesso si associa una cheilite angolare.

Stomatite urente

La stomatodinia, denominata anche stomatopirosi, pur non essendo una vera e propria stomatite , è comunque una alterazione della normale percezione della mucosa orale che è caratterizzata da sensazione di dolore, prurito o bruciore non attribuibile a lesioni.

La sintomatologia linguale isolata (glossodinia o glossopirosi) in alcuni casi può essere causata: da abitudini parafunzionali (pressione della lingua sui denti); dal contatto traumatico della lingua con le superfici irregolari intraorali; da alcuni farmaci (captopril).

I sintomi possono essere molto diversi nelle caratteristiche: perdurare per mesi o anni; originare da qualsiasi punto della bocca rimanendo localizzati o estendendosi; avere un andamento continuo o essere interrotti da attività che distolgono l’attenzione del paziente (pasti, sonno, occupazioni); variare di intensità durante il giorno ed essere aggravati dal parlare prolungato e l’assunzione di cibi acidi e alcolici.

Talvolta si associano sensazione di bocca secca e di sapore alterato. L’esame medico e stomatologico non rileva segni o sintomi clinici e/o di laboratorio di patologie sistemiche o locali; talvolta si può osservare un limitato arrossamento aspecifico della punta della lingua.

E’ comunque un quadro che non va sottovalutato poiché chi ne è afflitto si sente spesso frainteso e trascurato dal medico, nonostante il disagio sia enorme. Individuare correttamente questa patologia contribuisce a migliorare la qualità della vita del paziente.

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