nevralgia del trigemino

Nevralgia del trigemino: sintomi cause e terapia

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La nevralgia del trigemino è una sindrome neuropatica dolorosa di tipo cronico: colpisce la zona facciale ed è caratterizzata da un dolore acuto, lancinante, di breve durata, seguito da momenti di benessere più o meno lunghi.

Spesso si parla erroneamente di nevralgie dei denti, nevralgie alla testa, all’occhio o all’orecchio e si commette un errore poiché la nevralgia indica una condizione clinica patologica ben definita del nervo, i cui sintomi si presentano poi a livello del territorio di innervazione.

Cos’è e quali sono le aree innervate dal trigemino?

Il nervo trigemino è un nervo cranico. Principale veicolo delle informazioni sensitive del volto, quinto delle dodici coppie di nervi cranici, la cui origine è sita posteriormente alla faccia, alla base del cervello, ha fibre che innervano  simmetricamente il volto in direzione anteriore percorrendo l’area dell’orecchio, della guancia, della bocca, dell’occhio e della fronte.

I suoi prolungamenti principali formano le relative branche:

  1. Branca del nervo oftalmico che si distribuisce alla cute della parte anteriore e superiore della testa. Se il dolore si presenta in questa zona  probabilmente si è in presenza di una nevralgia della branca sopraorbitaria del trigemino.
  2. Branca del nervo mascellare i cui rami percorrono la cute della palpebra inferiore e del labbro superiore, la mucosa del naso, del palato, i denti e le gengive dell’arcata superiore.
  3. Branca del nervo  mandibolare che innerva la zona dell’orecchio, la cute della guancia, del mento, il labbro inferiore, le gengive, i denti dell’arcata inferiore e parte della lingua.

Il dolore può interessare una o più branche e solitamente si manifesta lungo un solo lato della faccia, rari sono i casi di nevralgia bilaterale.

Sintomi nevralgia del trigemino

La nevralgia del trigemino si presenta con dolori fulminei di intensità elevata con una caratteristica durata di pochi secondi che si possono avvertire come scosse lancinanti alla testa, fitte dietro l’orecchio, fitte alla mandibola, dolore all’occhio e  al cuoio capelluto. Solitamente viene colpito un solo lato ( destro o sinistro) e il dolore si può propagare sino ai denti ed alla zona del mento. L’area interessata dipende da quale ramo del nervo trigemino è soggetto a infiammazione, inizialmente è limitato ad una branca, può con il tempo estendersi, risultando inabilitante sia a livello fisico che mentale.

Nelle persone affette da tale condizione sono state individuate delle zone specifiche del viso chiamate trigger points, che se stimolate possono innescare una crisi dolorosa.

Durante un attacco la mimica diviene sofferente e si è costretti a interrompere l’attività in corso. Il dolore può essere evocato da movimenti delle labbra o del volto e per questo motivo si ha timore di compiere semplici attività quotidiane come radersi la barba, lavarsi i denti o semplicemente masticare per paura di scatenare una crisi.

I sintomi iniziali possono presentarsi con sensazione di intorpidimento del viso, formicolio alla  regione della guancia e del labbro inferiore o superiore, prima di sfociare nella vera e propria sintomatologia dolorosa. I denti vengono colpiti da una sensazione di dolore propagata a più elementi dentari che si può dislocare dal dente del giudizio sino ai denti incisivi.

Secondo la sintomatologia si possono classificare due diversi tipi di nevralgie:

  1. Nevralgia di tipo 1: caratterizzata da dolore fulmineo, di forte intensità che si alterna a momenti di benessere, si ha quindi un forte dolore alternato.
  2. Nevralgia di tipo 2: caratterizzata da un dolore più costante e acuto, con sensazione di bruciore nella pluralità dei casi.

Solitamente il decorso di questa patologia è discontinuo, ovvero, si alternano crisi dolorose in successione che possono avere la durata di giorni, settimane o addirittura mesi per poi scomparire nella cosiddetta fase di remissione per un periodo anch’esso variabile, più o meno lungo. La progressione di questa riduce la durata delle fasi di remissione, il dolore si presenta più frequentemente sino a diventare cronico peggiorando la qualità di vita del paziente.

Raramente la nevralgia del trigemino si manifesta durante il sonno e questo può essere spiegato dalla riduzione degli stimoli sulla zona interessata o da una modifica dello stato funzionale del sistema sensitivo nervoso.

Cause nevralgia del trigemino

L’eziologia scatenante la nevralgia del trigemino è spesso incerta. Nella maggior parte dei casi si riscontra un danneggiamento della guaina mielinica del nervo (rivestimento esterno) per aggressione meccanica, cioè per contatto tra il ramo nervoso e un’altra struttura limitrofa, solitamente un vaso sanguigno che decorre nelle immediate vicinanze con conseguente risultato di una compressione che va ad immettere impulsi anomali causando dolore ed infiammazione.

Si rileva un’incidenza minima nei giovani e maggiore invece in soggetti di età superiore i 40 anni ipoteticamente riconducibile a un lieve cambiamento strutturale dei vasi con l’avanzare dell’età che può causare una pressione sul nervo.

Altra causa scatenante la nevralgia può essere l’evolversi di una sinusite (infiammazione dei seni) con conseguente interessamento del nervo trigemino sito nelle vicinanze delle regioni da cui scaturisce il processo infiammatorio. Questo evento si riscontra maggiormente quando ci si espone al freddo, per esempio in inverno ed è definita nevralgia da colpo di freddo.

Esistono casistiche in cui i sintomi riconducibili ad una nevralgia del trigemino non hanno causa organica definita e si parla in questo caso di nevralgia del trigemino atipica.

Diagnosi e terapia nevralgia del trigemino

Solitamente  per una corretta diagnosi vengono effettuati degli esami clinici come la risonanza magnetica nucleare (RMN). Questo esame diagnostico è in grado di mostrare la situazione strutturale del nervo trigemino in rapporto alle strutture adiacenti, se vi sono compressioni da parte di vasi sanguigni limitrofi, di cisti o, nel più raro dei casi, da una massa tumorale.

Una volta diagnosticata la causa del problema si può intervenire attraverso le seguenti terapie :

  • terapia farmacologica
  • terapia chirurgica

a volte affiancate da cure complementari quali : agopuntura, terapie vitaminiche e cure naturali.

Terapia farmacologica

Il primo approccio terapeutico è di tipo farmacologico.

A tale scopo vengono impiegati farmaci anticonvulsivanti in associazione a farmaci miorilassanti.

Attualmente il principio attivo più utilizzato è la carbamazepina che ha lo scopo di rallentare la trasmissione degli impulsi del nervo mentre i FANS( farmaci antiinfiammatori non steroidei) risultano inefficaci.

Terapia chirurgica

Esistono diverse procedure chirurgiche:

  • rizotomia tramite compressione con palloncino;
  • rizotomia a radiofrequenza;
  • iniezioni di glicerolo;
  • radio-chirurgia;
  • decompressione micro vascolare.

Gli interventi di rizotomia sono diretti sulle fibre nervose del trigemino d’interesse con l’obiettivo di desensibilizzare bloccando così la trasmissione del dolore.

La rizotomia tramite compressione con palloncino è effettuata in anestesia generale, s’inserisce una canula dalla regione della guancia sino a raggiungere la branca del trigemino di interesse e qui viene gonfiato il palloncino in modo da comprimere il nervo, danneggiandolo e interrompendo gli stimoli dolorifici.

La rizotomia a radiofrequenza viene effettuata in day hospital, come anche l’iniezione di glicerolo. La prima consiste nell’inserimento di un ago sino alla regione interessata del trigemino da cui viene fatta passare una corrente elettrica di lieve entità in grado di riscaldare e danneggiare le fibre nervose inibendo gli stimoli dolorosi. La seconda ha lo stesso fine, iniettando però  glicerolo nella zona del nervo interessata da dolore.

Vi è anche la possibilità di una terapia radio-chirurgica in grado di desensibilizzare la ricezione sensoriale del nervo in questione, attenuando così il dolore. Questa consiste nell’utilizzo di un fascio di radiazioni indirizzate sulla diramazione del trigemino, solitamente in day hospital.

La decompressione micro vascolare è l’intervento chirurgico più invasivo ma più risolutivo, presenta minori probabilità di ricomparsa dei sintomi dolorosi, viene eseguito in anestesia generale. Nella decompressione si procede con un incisura  dietro l’orecchio del lato dolorante, il chirurgo si addentra sino alla regione in cui vi è il contatto, cerca di risolverlo allontanando i vasi o le strutture che causano il contatto, molte volte utilizzando un supporto “cuscinetto” con il compito di isolare le due strutture.

 

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