colluttorio

A cosa serve il collutorio? Quanti tipi di collutorio esistono?

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Un collutorio  (erronea è considerata la formula colluttorio) è una sostanza che viene usata per eseguire risciacqui nel cavo orale e viene classificato in base alla sua funzione in cosmetico e terapeutico.

A scopo clinico viene utilizzato per ridurre il numero di microrganismi prima di un trattamento con la conseguente diminuzione della contaminazione da aerosol su manipoli, apparecchi ecc.; oppure, si effettua un risciacquo con fluoro dopo la rimozione del tartaro, per andare a sostituire il fluoro che viene rimosso con tale manovra ed anche come prevenzione delle carie.  Invece, a casa è utilizzato per pulire il cavo orale, quindi per asportare residui di cibo, soprattutto quando non è possibile lavarsi i denti, e chiaramente non va a rimuovere la placca. Inoltre, il collutorio è un antibatterico perché riduce temporaneamente il numero di microrganismi e dà contemporaneamente una sensazione di freschezza in tutta la bocca migliorando anche il fenomeno dell’alitosi.

Infine, viene utilizzato anche dopo un intervento chirurgico per favorire la guarigione dei tessuti che non possono ancora essere trattati con i normali presidi e dopo trattamento non chirurgico con soluzioni fluorate per prevenire le carie radicolare se si sono esposte radici dopo il trattamento o soluzioni saline per favorire la guarigione del tessuto gengivale.

Per utilizzarlo correttamente bisogna trattenerlo in bocca con le labbra e denti chiusi spingendo il liquido, con l’aiuto delle guance e delle labbra, prima davanti poi a destra e dopo a sinistra. Si deve trattenere il liquido per circa 30’ prima di eliminarlo.

Da cosa sono composti i collutori?

I collutori sono composti principalmente da acqua e da antisettici cioè sostanze naturali o sintetiche, organiche o inorganiche, che uccidono e/o inibiscono la crescita di batteri o funghi.

Alcool per un 15-30%, utilizzato per migliorare la solubilità degli oli essenziali ed ha una lieve azione astringente. Oli essenziali o acque aromatiche per la componente aromatica.

L’efficacia degli oli essenziali è ampiamente documentata nella riduzione (inibizione del 56%) della placca batterica, soprattutto quella sopra-gengivale, nel trattamento alla gengivite (inibizione fino al 36%); per un utilizzo a lungo termine perchè presentano un buon profilo di sicurezza, ed anche per contrastare l’alitosi. Gli oli essenziali sono una miscela di diverse sostanze organiche di origine vegetale (menta, il timo, il salice, l’eucalipto, camomilla, chiodi di garofano) ottenute per distillazione in corrente di vapore per preservare le loro caratteristiche organolettiche (odore e sapore) che sono in grado di danneggiare la parete dei batteri in modo tale che non sopravvivano.

Alcuni collutori, poi possono essere di altre sostanze come, ad esempio:

  • Cetilpiridio cloruro: un disinfettante con un’attività antisettica, battericida e antifungina (per concetrazioni tra 0,05%-0,1%).  Tra gli effetti indesiderati, però, sono stati descritti episodi di pigmentazione di denti e lingua e, in soggetti con iposalivazione, di irritazione delle mucose;
  • Sali di ioni metallici:  tra i più usati è lo zinco, cioè un metallo svolge attività antibatterica, desensibilizzante e contro l’alitosi;
  • A base di Triclosan: un agente battericida con bassa tossicità;
  • Hexetidina/esetidina: hanno un’elevata attività antisettica con attività antinfiammatoria. L’esetidina si impiega in concentrazioni da 0,10% a 0,14%;
  • A base di Alcol etilico: cioè un liquido altamente odoroso, incolore e volatile da usare in concentrazione dal 15% al 30%. Uccide i microrganismi però può avere alcuni effetti indesiderati, in proporzione alla concentrazione, come la disidratazione delle mucose e sensazioni di bruciore e irritazione. E’ bene ricordare che questi collutori non possono essere prescritti a pazienti di età inferiore a 12 anni, etilisti o pazienti che assumono farmaci usati nella cura dell’alcolismo;
  • Sanguinaria: un derivato dalla pianta Sanguiaria Canadensis, appartenente alla famiglia delle papaveracee. Ha funzione antibatterica e antivirale. Tra gli effetti indesiderati c’è la comparsa di leucoplachia orale, stimolazione della secrezione di biomarkers associati alla trasformazione maligna dei tessuti orali e glaucoma.

E’ bene ricordare che il collutorio rappresenta un pericolo per i bambini, ed è per questo che da svariati anni si studiano soluzioni e prodotti privi sopratutto dell’alcol che è l’elemento primario di intossicazione.

Trovare una soluzione è stata resa possibile grazie anche al contributo di una petizione, la quale arrivava da diverse organizzazioni mediche e sanitarie, che chiedeva un maggior attenzione nei collutori a base di alcol.

Infatti una dose di 28 grammi circa di collutorio contiene una certa percentuale di alcol che potrebbe provocare convulsioni e danni cerebrali nei bambini, una dose di 144 grammi circa di collutorio invece è la dose letale per un bambino.

Quindi, è ovviamente indispensabile osservare tutte le dovute precauzioni nell’acquisto di un collutorio per bambini.

Le marche migliori di collutori su cui fare affidamento sono il collutorio Listerine Smart Rinse Anticavity per bambini ed il collutorio Tom’s of Maine Natural Cleanse.

Collutorio alla clorexidina

La clorexidina è l’agente chemioterapico di elezione prescritto in campo odontoiatrico per il controllo della placca batterica ed il trattamento della parodontopatia.

Viene anche impiegata per il controllo dei processi infettivi nel post-chirurgico e, con lo sciacquo sistematico su ogni paziente, riduce notevolmente la carica microbica dispersa negli ambulatori odontoiatrici.

La clorexidina digluconato è la forma più impiegata in collutori e dentifrici perché  è un disinfettante chimico ad azione antisettica (battericida) ad ampio spettro d’azione ed è molto attiva nei confronti di un ampio spettro di batteri come Streptococco Mutans contro la Candida Albicans.

Si impiega in concentrazioni da 0,05% a 0,3% nei collutori, e 0,5%-1% nella forma in gel.

I collutori alla clorexidina allo 0.2% trovano largo impiego nella prevenzione d’infezioni dentali dopo un intervento dentistico, come un’estrazione dentale o apicectomia, e nella cura di gengiviti ed altri tipi d’infiammazione nel cavo orale.

La clorexidina viene rapidamente assorbita dalla pellicola acquisita e si lega a tutte le superfici della cavità orale; in tal modo viene rilasciata lentamente e quindi la sua azione persiste per 12 ore. Le frazioni di clorexidina eventualmente assorbite, durante il trattamento, vengono ritrovate soprattutto nelle feci.

Gli effetti collaterali

Gli effetti collaterali più comuni di un collutorio con clorexidina sono associati al suo impiego nei risciacqui orali. Tra questi ci sono: un aumento della colorazione scura di denti (si passa dal bianco naturale al giallo fino al marrone ed al nero a seconda della quantità di clorexidina utilizzata e del tempo di impiego della stessa), otturazioni, protesi e dorso della lingua; aumento della formazione di tartaro; alterazioni della sensibilità gustativa e percezione di gusto metallico e bruciore alla lingua; ulcerazioni aftose (afte), gengive bianche, eritema, desquamazione e lingua patinata. Raramente, invece, erosione delle mucose orali e rarissimi casi di infiammazione delle ghiandole parotidee.

Questi fenomeni, comunque, regrediscono tutti con la sospensione dell’assunzione. Inoltre, la durata del trattamento è sempre in relazione alla concentrazione di clorexidina: oltre un mese di assunzione si suggerisce una concentrazione dello 0,05%.

Collutorio in gravidanza e allattamento

Per quanto riguarda l’uso del collutorio alla clorexidina in gravidanza è fortemente sconsigliato, tranne che se strettamente necessario e sotto diretto controllo medico. La gravidanza è un momento in cui ci sono cambiamenti ormonali considerevoli. Questi comportano il cambiamento della viscosità della saliva della donna con ripercussioni sia a livello dentale, con una maggiore incidenza di carie, che parodontale, con sanguinamento gengivale e parodontale. Si tratta comunque di un momento transitorio per cui bisognerebbe solo mantenere una buona igiene orale e con controlli periodici dal proprio dentista di fiducia senza incappare in tecniche casalinghe pericolose e poco consoni come potrebbe essere anche l’uso della clorexidina. Inoltre, per quanto riguarda l’allattamento, sappiamo che esistono sostanze che, se assunte, vengono escrete anche dal latte materno ed un esempio è l’anestesia locale del dentista che rende amaro il sapore del latte quindi, anche in quest’altro caso, deve essere utilizzata con estrema parsimonia e, in caso di utilizzo, è assolutamente doveroso cercare di notare qualsiasi tipo di reazione da parte del lattante quale potrebbe anche essere il rifiuto della mammella.

Collutorio antinfiammatorio

Il collutorio antinfiammatorio è un toccasana per le gengive e per il benessere dentale.

Si tratta dei collutori contenenti oli essenziali,di cui abbiamo già parlato precedentemente.

Hanno la capacità di penetrare nel biofilm della placca e di neutralizzare, successivamente,  i microrganismi che causano la gengivite, inoltre prevengono anche l’accumulo dei batteri e ritardano la maturazione della placca.

Agiscono distruggendo le cellule batteriche ed inibendo gli enzimi batterici, agiscono come efficaci antinfiammatori e come antiossidanti dei radicali liberi dell’ossigeno (chiamati ROS).

Questi collutori sono, inoltre, largamente consigliati come elementi di supporto nell’igiene orale quotidiana, in particolar modo nei pazienti che soffrono di infiammazione gengivale.

In questi casi sono consigliati i collutori steroidi o corticosteroidi perché sono efficaci oltre che sicuri agenti anti infiammatori. Agiscono riducendo il gonfiore dovuto a piaghe ed ulcerazioni orali, lesioni alla lingua o del cavo orale.

Collutorio per combattere l’alitosi

Con alitosi, in ambito medico, è indicato un alito cattivo. Alla base vi possono essere una cattiva igiene orale, un elevato consumo di tabacco o di caffè, uso di alcolici e cibi molto grassi. O anche digiuni prolungati (rilasciano corpi chetonici), diete ipocaloriche che riducono la salivazione la quale è essenziale per rimuovere i residui di cibi; o ancora, malattie del cavo orale, infiammazione gengivale, infezioni del cavo orale come le candidosi ( chiamato anche mughetto), o la bocca secca.

Patologie che possono causare l’alitosi, poi, sono riniti e sinusiti, patologie gastrointestinali, polmonari e renali, metaboliche ed ormonali.

Potrebbe anche essere la conseguenza di alcuni farmaci.

In casi di alitosi, si consiglia di spazzolare bene i denti dopo ogni pasto, usare il filo interdentale ed utilizzare quotidianamente un collutorio. Quest’ultimo a base di celtipiridinio, clorexidina, carbonato, zinco e biossido di cloro.

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